CRISI: prima casa, crollano le domande per mutui agevolati in FVG

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Garantire una risposta a un bisogno di accesso alla prima casa che è radicalmente cambiato in questi ultimi anni, in una condizione di sempre maggiori ristrettezze di bilancio.
Sono queste le linee di indirizzo che la Regione Friuli Venezia Giulia  intende adottare per la riforma degli strumenti delle politiche per la casa.

A riconfermarlo è stato l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Riccardo Riccardi, che questo pomeriggio, nella sede della Presidenza della Regione, ha partecipato alla presentazione del “Borsino immobiliare”, l’osservatorio sul mercato della casa in Friuli Venezia Giulia promosso dalla FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali).

Riccardi è intervenuto alla tavola rotonda coordinata dal direttore del quotidiano “Il Piccolo”, Paolo Possamai, assieme al presidente della FIAIP del Friuli Venezia Giulia, Antonio Di Paolo, e a rappresentanti del mondo del credito e dei costruttori.

“Per una ragione di equità sociale – ha detto Riccardi – dobbiamo fornire una risposta prima di tutto a coloro che, da soli, non ce la possono fare“.
Se è vero che le risorse destinate ai mutui agevolati per la prima casa sono calate nell’ultima finanziaria regionale (82 milioni di euro di impegni pluriennali nel 2012), sono tuttavia sufficienti a coprire tutte le 4.500 domande presentate, che sono in progressivo calo negli ultimi anni (da 380 nel gennaio 2011 a 126 nello stesso mese di quest’anno, con una diminuzione del 67 per cento).

Del resto, come ha ricordato l’assessore, le incisive politiche per la prima casa che la Regione Autonoma ha storicamente adottato, hanno permesso a più dell’80 per cento delle famiglie di accedere all’abitazione in proprietà, un dato che pone il Friuli Venezia Giulia ai vertici nazionali.
Oggi invece c’è una sempre maggiore domanda di sostegno all’affitto, tanto che nel bilancio regionale per questo capitolo sono state confermate le risorse del 2011, pari a 5,4 milioni di euro.

Anche la riforma delle Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale (ATER), con la prospettiva di arrivare a un’unica Azienda regionale (al posto delle attuali cinque), dovrà servire – ha ribadito l’assessore – non tanto a diminuire il numero dei consiglieri, ma a rispondere meglio alla domanda delle fasce più deboli dei cittadini anche con strumenti innovativi come l'”housing sociale“.

Infine, l’attività edilizia è anche un importante volano per rilanciare l’economia.
Con il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT), attualmente in fase di preparazione, si punta a ridurre il “consumo di territorio”, a ridurre cioè i nuovi insediamenti per favorire invece con opportuni incentivi il recupero e la riqualificazione dei centri storici. Questa prospettiva, ha sottolineato Riccardi, può rappresentare un’occasione per le imprese del settore.

Redazione

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