CRISI: FVG, MIX DI SOSTEGNO E FORMAZIONE PER USCIRE DAL TUNNEL

Share Button

Contro la crisi, la soluzione passa necessariamente dalla qualità, ovvero da una formazione del lavoratore sempre più specifica e capillare in grado di soddisfare le richieste di un mercato del lavoro sempre più esigente.

SERVE PIÙ QUALITÀ – La conferma dell’innalzamento dei requisiti necessari per accedere al mondo delle professioni giunge anche dal convegno “Guardare oltre la crisi: come intervenire efficacemente oggi pensando a domani”, organizzato a Udine dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito delle iniziative legate al Fondo sociale europeo (Fse).

CONOSCENZA E COMPETITIVITÀ – “In questo momento – ha affermato l’assessore al Lavoro del Friuli Venezia Giulia, Angela Brandi – serve soprattutto un mix attento e mirato di iniziative di sostegno al reddito e di politiche attive volte a migliorare la conoscenza e, di conseguenza, la competitività del singolo e della collettività in un contesto di coesione sociale”.

FSE, 165 MILA BENEFICIARI – Su 320 milioni di Fse a disposizione dell’estremo Nordest nell’arco temporale 2007-13, ha spiegato ancora Brandi, supportata da cifre ed analisi predisposte dall’Agenzia del Lavoro e dalla competente Direzione regionale, ne sono stati spesi (in particolare per la formazione continua ma anche per l’occupabilità) il 75 per cento, raggiungendo 165 mila persone nell’arco dei primi cinque anni. I rimanenti 98 milioni (a gennaio l’approvazione del Ppo 2012) saranno quindi utilizzati nel prossimo biennio per ridurre ulteriormente l’impatto della crisi sul territorio e anticipare la gestione positiva dei cambiamenti.

ANTICIPATI OBIETTIVI EUROPEI – “Precorrendo gli obiettivi di qualità previsti dai regolamenti comunitari 2014-20 – ha aggiunto Brandi – estenderemo il raggio d’azione ad ulteriori tipologie formative del sistema di riconoscimento e certificazione delle competenze, elevando in questo modo i livelli di efficacia complessiva sia nella fase di accesso sia in quella di consolidamento della posizione lavorativa”.

+10 MILA FORMATI NEL 2011 – Nel solo 2011, è stato detto nel corso del convegno a cui hanno partecipato anche rappresentanti del ministero del Lavoro e della Commissione europea, 10 mila lavoratori in più tra quelli che beneficiano degli ammortizzatori in deroga hanno preso parte ai programmi di formazione. Altri 4 mila, invece, sono stati inseriti nei progetti creati assieme al comparto produttivo in relazione al fabbisogno delle imprese.

DA CRESCITA A RIDUZIONE – In un panorama mondiale caratterizzato da cifre e resoconti, anche il Friuli Venezia Giulia si deve perciò confrontare con una realtà che, come emerge dal rapporto del direttore dell’Agenzia regionale del Lavoro, Domenico Tranquilli, nella seconda parte del 2011 sta velocemente riducendo i dati positivi del primo semestre.

OCCUPAZIONE, ALTI E BASSI – Da gennaio a giugno, infatti, la disoccupazione era considerevolmente calata con l’occupazione media attestata a quota 519 mila, 10.500 unità in più rispetto allo stesso periodo del 2010 e 3mila disoccupati in meno (27 mila contro 30 mila).

SEMPRE MENO ASSUNZIONI – Nel terzo trimestre, con probabile conferma tendenziale nel quarto, si è verificato un dimezzamento (-5.550) della crescita pregressa imputabile ad una diminuzione di assunzioni ed al contemporaneo aumento di ingressi in mobilità.

Redazione

2 commenti

  1. ALESSANDRO M says:

    Dic 5, 2011

    Rispondi

    dimenticate le RACCOMANDAZIONI!

  2. silvia silvia silvia says:

    Dic 5, 2011

    Rispondi

    L’UFFICIO PROVINCIALE PER L’IMPIEGO (ALMENO UD E PN) NON FA UN CAZZO! solo neri in coda per sussidi e la povera gente che cerca lavoro e sa lavorare non trova nulla.
    ma l’Agenzia regionale del Lavoro è proprio una presa per il culo: c’era un progetto di formazione PROFIQUA per disoccupati ma con quei paletti (meno di 34 anni e provenienti da aziende in crisi certificate) pochi potevano usufruirne. chi ha seguito i corsi poi, non ha combinato un piffero. vien da poensare che creano gli uffici per il lavoro giusto per dar lavoro a chi ci lavora.
    e tutti questi convegni: non sarebbe meglio distribuire i soldi investiti ai bisognosi?

Commenti

Nome *

Sito web

Ultime news