Corsi e ricorsi elettorali: il battibecco tra PD e PDL per il voto in Friuli Venezia Giulia

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Tanto, comunque, ha vinto l’astensionismo

Sul ricorso elettorale del Pdl si registra la seguente nota del capogruppo PD in Consiglio regionale Cristiano Shaurli.

elezioni fvg 2013

“Il rinvio deciso dal Tar qualche giorno fa è di natura tecnica e serve a garantire il massimo grado di diritti di difesa a tutte le parti.
Il 10 luglio saranno assunte tutte le decisioni, anche sulle eccezioni presentate dalla presidente Serracchiani e dai consiglieri eletti della coalizione di centrosinistra.

Nel ricorso del centrodestra si chiede una verifica pressochè indiscriminata di tutte le schede senza una specifica individuazione dei motivi. Non c’è alcun elemento oggettivo che possa condurre alla conclusione che i 12.000 voti nulli possano essere attribuiti a Renzo Tondo.

C’è poi il presunto giallo delle 7.000 schede mancanti: è vero che ci sono inesattezze in alcuni verbali, ma non tutti i vizi di irregolarità dei verbali possono essere trasformati in vizi di regolarità delle schede.
Per controllare tali inesattezze non è necessario il riconteggio di tutte le schede.
E quindi non è vero che sono sparite 7.000 schede.
Come non corrisponde al vero che i presidenti di seggio hanno agito deliberatamente in modo tale da penalizzare Tondo e la sua colazione.

D’altronde, in quasi tutti i seggi erano presenti i rappresentanti di lista dei candidati presidenti e questo dovrebbe essere una garanzia reciproca del buon funzionamento delle operazioni di scrutinio. Chi fa politica da molto tempo conosce molto bene le regole elettorali e sa che se una scheda viene dichiarata nulla significa che è stata vagliata dal presidente di seggio, di solito persona di comprovata esperienza,  dagli scrutatori e dai rappresentanti di lista. Pertanto, si tratta di schede elettorali vagliate con grande attenzione da più persone.

Aggrapparsi a presunti brogli, come fece qualcun altro più famoso nel lontano 2006 alle elezioni politiche, dimostra la poca maturità di chi pensava di avere la vittoria già in tasca e non ha saputo invece leggere il malcontento degli elettori della nostra regione che, seppur con scarto minimo, hanno chiesto di cambiare pagina”.

“Il capogruppo del PD Shaurli cerca di minimizzare, in una nota, il contenuto del ricorso di esponenti del centrodestra per ragioni che ci appaiono più che evidenti.
Tuttavia meraviglia che, a fronte di vari riscontri oggettivi rilevati e puntualmente elencati nel ricorso, egli non manifesti con chiarezza il desiderio, anche da parte loro, di accertare gli errori per dissipare ogni dubbio circa l’effettivo risultato.
Se così non è, ciò non fa che avallare ancora di più la legittima richiesta formulata dai ricorrenti, il cui intento, come pare ora chiaro a tutti, non è affatto destituito di fondamento reale, ma tende a garantire un principio di valenza costituzionale che è quello della corretta espressione del voto del cittadino elettore”.

Così il capogruppo Pdl in Consiglio regionale Alessandro Colautti replica alle dichiarazioni del capogruppo del PD Cristiano Shaurli.

“Anche il collega del PD Shaurli – evidenzia Colautti – dovrebbe rilevare, in ogni caso, l’esigenza di rimediare a una complicazione della legge elettorale regionale fatta dal centrosinistra che rende all’elettore più complicato l’esercizio del voto; prova ne sia il ripetersi dell’anomalia dei voti nulli, volontà che già nel 2008 il Pdl esplicitò con una proposta di legge rimasta ferma in Commissione.
Vedasi, ad esempio, l’inutilità di un simbolo anche a fianco del candidato presidente, che genera solo inutile confusione e che ha causato,
sia nel 2008 che nel 2013, molte migliaia di volti di lista andati perduti.
Altrettanto dicasi per indicazioni ai presidenti di seggio non pienamente volte al recepimento della volontà dell’elettore, che la legge, tuttavia, raccomanda”.

“A tal fine appare illuminante il risultato del riesame da parte della Commissione elettorale regionale delle schede contestate, che solo in parte ha confermato voti nulli, e a seguito del quale il divario tra i due candidati presidenti si è ridotto considerevolmente a favore del candidato Renzo Tondo. Non è vero, come afferma Shaurli, che viene chiesto il riconteggio di tutte le nulle, ma solo di quelle per cui i verbali relativi a seggi puntualmente elencati non riportano il riscontro tra schede nulle e voti nulli, specificandone per questi la causa”.

“Shaurli, inoltre, minimizza – prosegue l’esponente del Pdl – sui 7.000 voti che mancano rispetto al numero dei votanti, confermandone tuttavia l’entità; per noi, invece, è un fatto di estrema gravità, così come ci siano buste vuote che non contengano le schede contestate, come rilevato dalla stessa Commissione elettorale, che non ha potuto in questo caso riesaminarle.
Ma nel ricorso sono anche puntualmente specificate, come per tutte le altre voci, le sezioni per le quali dai ricorrenti viene contestata la mancanza nei verbali di 412 voti a Tondo“.

La differenza a ora, tra i due candidati, è di soli 1.951 voti e questo credo renda chiara la ragione e la mancanza di volontà del
centrosinistra a favorire il riesame, anche se limitatamente a quanto richiesto, a fronte di cause oggettive, come è giusto che sia.
La tesi che non serve fare chiarezza sul risultato effettivo perché l’elettorato avrebbe manifestato, a prescindere dal dato reale, una volontà di cambiamento – conclude Colautti – ci pare davvero una tesi politica peregrina sotto ogni aspetto”.

Tommaso Botto

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