Consiglio FVG: Ciani e Rosolen, proposte per ridurre costi politica

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Eliminazione dei vitalizi di consiglieri e assessori regionali e riduzione del numero dei consiglieri regionali da 59 a 32.

Questi i contenuti di due progetti di legge presentati alla vigilia del tavolo regionale sul taglio ai costi della politica dai consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia -del Gruppo Misto- Paolo Ciani (Fli) e Alessia Rosolen (Un’Altra Regione).

L’eliminazione dei vitalizi ha l’obiettivo di porre il Friuli Venezia Giulia in linea con altre Regioni d’Italia – sostiene Paolo Ciani – e va incontro alla richiesta pressante che cittadini e opinione pubblica indirizzano ai palazzi della politica. E’ aberrante che, in un quadro così delicato, l’aver servito le istituzioni anche solo per 5 anni garantisca una rendita vitalizia, compresa la reversibilità per il coniuge”.

“Basta pensare – precisa il coordinatore regionale di Futuro e Libertà – che in Friuli Venezia Giulia, a 40 anni
dall’istituzione del vitalizio, solo tre posizioni sono andate a chiudersi.
Il rischio, per il Friuli Venezia Giulia in particolare, è che si alimenti in maniera incontrollabile la spesa che la Regione dovrà affrontare negli anni per mantenere in piedi questo sistema previdenziale, che nel giro di qualche anno potrebbe rappresentare la principale voce di spesa per le casse regionali, diventando finanziariamente insostenibile”.

Vi è la consapevolezza della difficoltà di arrivare a una revisione dello statuto regionale attraverso i complessi
procedimenti previsti per la revisione di una legge costituzionale, “ma c’è la volontà di dare un segnale – afferma
la consigliera Alessia Rosolen – che ponga il Friuli Venezia Giulia in linea con la legislazione nazionale sul tema del numero dei consiglieri regionali“.

“Se regioni che per territorio e numero di abitanti sono molto simili alla nostra, come Liguria o Marche, possono essere governate con 30 consiglieri, non si comprende perché non ce la possa fare il Friuli Venezia Giulia. Chi utilizza la specialità regionale per opporsi a questa riduzione – sostiene Alessia Rosolen – fa un danno alla specialità stessa, che da prerogativa di autonomia diviene strumento per difendere uno status quo difficilmente sostenibile alla luce dei profondi mutamenti maturati nella società e nella percezione che i cittadini hanno del governo del territorio e dei suoi rappresentanti”.

L’opera legislativa dei due consiglieri non si fermerà ai provvedimenti già presentati – tra cui si ricorda quello per la
soppressione degli Erdisu – ma proseguirà nei prossimi giorni con una serie di proposte: l’abolizione delle Province e il trasferimento delle funzioni ai Comuni e alle Regioni, previa intesa con i Comuni stessi. L’obbligo di associazione dei servizi per i Comuni sotto i 5000 abitanti; passaggio a un’unica Ater regionale e a un solo Ente fieristico regionale.

Redazione

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