Condanna Illy: Iacop non molla la poltrona per “responsabilità collettiva”

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M5S chiede dimissioni Iacop, Marsilio, Cosolini e Sonego (Pd). Per Iacop, presidente del consiglio regionale FVG, la colpa è di tutti e di nessuno, forse delinquere in compagnia non è reato.

BANDA BASSOTTI

«Intransigente con gli indagati solo un annetto fa durante la campagna elettorale per le Regionali, tollerante e rammaricata, invece, con i condannati. Ha proprio uno strano modo di intendere il rispetto delle istituzioni la presidente della Regione Debora Serracchiani quando la Giustizia colpisce illustri esponenti del Partito democratico e i suoi alleati». La capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Elena Bianchi punta il dito contro l’ennesima dimostrazione di incoerenza della presidente della giunta.

“Io parlo da presidente, da persona che ha preso un impegno, che ha chiesto un impegno che è stato sottoscritto e che vorrei venisse evidentemente portato fino in fondo qualora si presentino le condizioni per fare un passo indietro” diceva perentoria la Serracchiani alla stampa nel settembre dello scorso anno, aggiungendo “È un richiamo alle forze politiche alla responsabilità e all’onestà e su questa posizione non voglio assolutamente arretrare. È un momento difficile e complicato per il nostro Paese e per la nostra Regione ma credo che questi valori siano valori non negoziabili”.

«Già sono valori non negoziabili – sottolinea Bianchi – e allora cosa attende la presidente a chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio regionale Franco Iacop e del consigliere regionale Enzo Marsilio, entrambi del Pd, condannati dalla Corte dei conti?».

Ieri è arrivata, infatti, la sentenza d’appello della prima sezione giurisdizionale centrale della Corte dei conti, presieduta da Martino Colella, che ha condannato l’ex presidente Riccardo Illy e gli ex assessori Gianfranco Moretton, Augusto Antonucci, Ezio Beltrame, Enrico Bertossi, Roberto Cosolini, Gianni Pecol Cominotto, Lodovico Sonego e, appunto, Franco Iacop ed Enzo Marsilio. Tutti questi politici del centro sinistra si sono resi colpevoli di aver venduto alcuni immobili di proprietà della Regione a prezzo eccessivamente contenuto e adesso devono versare alla Regione Fvg la bella somma di 700 mila euro, 70 mila euro a testa.

«Riccardo Illy, con un atto coerente che dovrebbe essere imitato anche dagli altri politici coinvolti, si è subito dimesso dalla Commissione paritetica per le norme di attuazione speciale della Regione Friuli Venezia Giulia – ricorda la portavoce M5S -. E dopo questo atto cosa fa la presidente Serracchiani? Esprime oggi il suo profondo rammarico: “Le dimissioni del presidente Illy rappresentano di fatto una perdita per la Commissione, considerato il grande contributo in autorevolezza, concretezza ed equilibrio dell’ex presidente del Friuli Venezia Giulia”».

«Su Iacop e Marsilio invece neanche un sospiro – sostiene Bianchi –. Così come silenzio totale sul sindaco di Trieste Roberto Cosolini e sul senatore Lodovico Sonego, sempre del Pd, sempre condannati. Perché, con “grande rammarico”, la presidente della Regione e i vertici del Partito democratico non chiedono le dimissioni di questi quattro esponenti che rivestono importanti ruoli istituzionali?».

«Dopo la scandalosa consulenza a Rosato sulla Ferriera, ora Cosolini è condannato dalla Corte dei conti. Ci pare evidente – aggiungono i consiglieri comunali M5S Paolo Menis e Stefano Patuanelli – che non può continuare a fare il sindaco di Trieste».

Il Movimento 5 Stelle chiede pertanto ai quattro esponenti del Pd, così come a tutti i condannati – presenti e passati – che tuttora ricoprono cariche istituzionali, di rassegnare immediatamente le proprie dimissioni.

 

 

In merito alla sentenza della Corte dei conti sulla vendita di immobili della Regione da parte dell’ex Giunta Illy e sulla richiesta di dimissioni avanzata dal MoVimento 5 Stelle, questa la dichiarazione del presidente del Consiglio regionale Franco Iacop.

“L’impegno assunto dal sottoscritto rispetto agli elettori e al partito riguardava l’eventuale contestazione di responsabilità penali dirette e personali. Il caso di specie riguarda invece una responsabilità collettiva quale membro di un organo collegiale come la Giunta regionale in carica dal 2003 al 2008 e presieduta da Riccardo Illy. Ritengo quindi di essere assolutamente coerente nel respingere le affermazioni del MoVimento 5 Stelle”.

Redazione

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