La datazione. Che anno è?

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Tanti auguri e felice 2007!

Ma perché 2007?

Chi tiene il conto?

La convenzione secondo cui è appena iniziato l’anno 2007 prende il nome di Calendario Gregoriano; “Gregoriano” da papa Gregorio XIII che nel 1582 introdusse l’ultima di numerose riforme al computo degli anni.

Da ciò: è il 2007 per chi va “dietro” a Gregorio XIII; per chi la pensa differentemente o ha iniziato a contare prima o dopo Gregorio, è un altr’anno (vedi tabella).

Comunque il calendario Gregoriano è quello vigente nella maggior parte degli Stati del Mondo e all’interno delle organizzazioni internazionali.

Prima di quello Gregoriano era in uso il calendario Giuliano.

“Giuliano” da Caio Giulio Cesare, condottiero, dittatore, storico e scrittore romano che, in qualità di Pontefice Massimo, si occupò anche di questo e nel 46 a.C. (!) promulgò un innovativo calendario basato sul ciclo delle stagioni ed elaborato dall’astronomo egiziano Sosigene di Alessandria: l’anno contava 7 mesi da 31 giorni, 4 mesi da 30 giorni e 1 mese da 28 giorni con il bisestile ogni quattro anni. Giulio Cesare, vanesio com’era, si riservò un mese intitolato a suo nome, il mese di Luglio che deriva dal Latino “Julius” (ovvero “di Giulio” oppure “Giuliano”).

Torniamo a Gregorio: il Papa in questione, verificato che il calendario di Giulio Cesare era approssimativo e si affidò alla consulenza di tal Dionigi detto “il Piccolo”, di professione monaco, teologo ed astronomo.

Questi modificò il conteggio degli anni facendo sì che gli anni multipli di 100 fossero bisestili solo se divisibili per quattrocento. Dunque gli anni 1800, 1900 e 2100 sebbene divisibile per quattro non sono bisestili, mentre lo è il 2000. Con questo sistema la durata dell’anno civile medio è di 365,2425 giorni, con uno scarto i soli 0,0003 giorni (Ciò significa che le stagioni si spostano di 3 giorni ogni 10.000 anni) che è la migliore approssimazione a cui il nostro calendario è giunto. Inoltre, per far sì che l’equinozio di primavera fosse di nuovo il 21 Marzo, papa Gregorio abolì per il 1582 i giorni dal 5 al 14 d’ottobre facendo sì che al 4 d’ottobre 1582 seguisse istantaneamente il 15 ottobre.

Ciliegina sulla torta, con abile mossa di relazioni pubbliche, azzerò il calendario istituendo l’anno 1 alla voce “anno di nascita di Nostro Signore Gesù Cristo”, abolendo il conteggio sino ad allora in vigore che prendeva il via dalla fondazione di Roma (Ab Urbe Condita), occorrenza eccessivamente “laica”.

Non inserì lo zero perché di origine islamica: e così perse un anno.

Oltretutto Dionigi non fu precisissimo: si dice che aggiunse 5 anni.

Per cui potremmo essere nel 2003.

Auguri lo stesso.

Tommaso Botto

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