Centrale di Monfalcone: si continua a giocare sulla pelle delle persone

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Dal Zovo (M5S): «Errore incredibile o volontà politica di basso profilo le gravi “dimenticanze” nella richiesta di rinnovo dell’Aia?».

 monfalcone centrale termoelettrica

«Inutile nasconderlo. La richiesta di revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) della centrale termoelettrica di Monfalcone inviata al Ministero dell’Ambiente dal sindaco di Monfalcone Silvia Altran ci aveva stupiti. Lo stupore non ci ha fatto abbassare però la guardia e per supportare questa decisione avevamo chiesto alla Regione di affiancare l’amministrazione comunale. Oggi è arrivata la risposta del Ministero che mette in evidenza le gravi dimenticanze di questa iniziativa. Incredibilmente non sono stati allegati, infatti, nuovi studi e indagini in grado di corroborare la richiesta di revisione dell’Aia. Così come manca, inoltre, la risposta di integrazione al piano di monitoraggio e controllo». La consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo interviene duramente sul caso della centrale A2A di Monfalcone.

«Si è trattato di un semplice errore da parte dell’amministrazione comunale oppure le dimenticanze sono state volute per placare le polemiche sull’inquinamento provocato dallo stabilimento e, in sostanza, prendere tempo? – si chiede Dal Zovo -. In entrambi i casi crediamo sia opportuno individuare i responsabili e prendere immediati provvedimenti».

«“Mancano gli studi”, sostiene il Ministero. Eppure questi dati sono tutti a disposizione del Comune che ora deve trasmetterli al più presto a Roma. In caso contrario li faremo arrivare per altre vie al Ministero. Rimane la bruttissima figura fatta dall’amministrazione di Monfalcone – aggiunge la portavoce M5S -. Le parole del sindaco Altran (“Abbiamo fatto tutto quello che ci riguarda per tutelare la salute dei cittadini”) fanno male. No, sindaco. Lei e i suoi uffici avete “dimenticato” di inoltrare documenti indispensabili a supportare la richiesta al Ministero – attacca Dal Zovo -. Ora dovete spiegare pubblicamente quanto accaduto in modo trasparente. Visto quello che si è verificato, chiediamo inoltre alla Regione di affiancare il Comune di Monfalcone. Gli uffici regionali, forse, sono in grado di gestire meglio una pratica di questo tipo».

«Perché si continua a giocare sulla pelle delle persone? Anche noi avevamo sollecitato il Ministero dando per scontato che la richiesta fosse suffragata dalla necessaria documentazione – rivela il deputato M5S Aris Prodani -. E restiamo allibiti dal fatto che questo non sia stato fatto. Oltre ad individuare le responsabilità di tale gravissima “sufficienza” crediamo necessario che il sindaco Altran si rechi già questa settimana nella Capitale. Siamo disponibili ad accompagnarla. Non si sa mai che si perda per Roma».

«Basta con i giochetti di stampo elettoralistico. Il sindaco Altran deve dire una volta per tutte da che parte sta – sostiene la consigliera regionale -. Quando la centrale a carbone chiuderà, i monfalconesi sapranno benissimo che il merito non sarà di questa amministrazione che non è stata in grado di gestire la situazione né da un punto di vista ambientale, né occupazionale né, tanto meno, sociale. Invece di cercare le soluzioni con chi voleva veramente risolvere qualcosa, ha continuato, infatti, con insistenza a dialogare solo con chi ha provocato il disastro ambientale che è sotto gli occhi di tutti. Vista infine la notizia sulle svalutazioni di A2A – conclude Dal Zovo – probabilmente quello che non potrà l’Aia lo farà la pessima gestione dell’impianto».

 

 

Redazione

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