CENSIMENTO: quel che l'Italia non chiede (ma gli altri Stati si)

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Prosegue il nostro viaggio comparativo tra i Censimenti del mondo, spulciando tra le domande già poste dieci anni fa. 

La piacevolezza inebriante di questa ricerca (che potrebbe sembrare ‘pallosa’) è generata dal riscontro di curiose particolarità, legate alla tradizione censuaria e alle caratteristiche storiche e socio-economiche della Nazione effettuante il censimento ma, in ogni modo, spunto di considerazioni che potremmo definire “turistiche”, essendo i censimenti paragonabili a “biglietti da visita” del Paese operante la rilevazione.
Le particolarità nazionali di un Censimento sono massimamente riscontrabili in talune singolarità interrogative.
Cautele riguardo alla comparazione degli items sono già state fatte: come regola primaria, citando Lavin, basti intuire che per capire le domande occorre comprendere quali siano gli utilizzatori dei dati censuari.
Solo comprendendo il loro impiego e l’ambiente socio-economico d’appartenenza si potrà chiarire il perché e percome certe domande vengono poste all’interno dei questionari censuari.

Visionando i questionari dei censimenti di tante Paesi, tutti interrogano gli individui sulla loro cittadinanza: solo quello del censimento italiano prevede l’opzione dell’apolide.

La stirpe d’origine ed il gruppo etnico di appartenenza sono oggetti d’indagine di alcuni censimenti nazionali.
Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e Cile prevedono tale domanda.

Usa e Canada richiedono addirittura la razza (race) d’appartenenza, specificando che il rispondente deve dichiarare quella a cui si sente d’appartenere, indipendentemente dalle caratteristiche fisio-somatiche della persona.

Le competenze linguistiche sono oggetto di domanda della maggior parte dei questionari del nostro campione: paradossalmente la Gran Bretagna chiede il gruppo etnico d’appartenenza ma non lingua usualmente parlata in casa; l’Italia non accenna né all’una né all’altra opzione.

In altri censimenti (Irlanda, Scozia, Galles, Svizzera e tutti i paesi d’oltreoceano) si analizza approfonditamente la geografia linguistica del Paese, dando rilevanza all’eventuale uso di lingue minori o dialetti.

Una domanda che viene posta in alcune rilevazioni censuarie è quella sulla religione professata o il credo religioso seguito: anche qui si nota marcatamente il differente approccio confidenziale dei Paesi anglosassoni (che pongono tale domanda ed al massimo la vincolano ad un criterio di opzionalità) rispetto a quello europeo, più riservato; qui può sorgere una constatazione curiosa: i Paesi che più tradizionalmente si sostengono paladini della riservatezza (quelli anglosassoni), sono gli stessi che fanno le domande più “profonde”, ossia riguardanti i cosiddetti dati sensibili della persona.

La domanda riguardante aspetti non riconducibili al concetto di vital statistics e non “raccomandato” dalle dichiarazioni dell’ONU, ma comunque riscontrabile in tutti i questionari analizzati è quella riguardante il mezzo di trasporto utilizzato per il tragitto casa-lavoro, il tempo impiegato ed il numero di volte al giorno in cui si compie tale percorso.

Solo pochi questionari si riferiscono in questa domanda ad un giorno preciso; la maggior parte dei formulari prende a riferimento un giorno usuale.

L’interrogazione sulle tipologie di risorse energetiche utilizzate in casa è parimenti diffusa in tutti i questionari analizzati: particolarità si presentano nella lista di opzioni di risposta; quello che in taluni censimenti viene identificato con la voce “altro”, in talune realtà viene particolareggiato, come ad esempio nel questionario cileno, esemplare nella innovazione interrogativa di questa domanda, in cui rientrano tre tipi di fonti alternative.

Francia, Cile, Argentina e Lussemburgo approfondiscono particolarmente l’argomento degli elettrodomestici presenti in un abitazione: ci pare una caratteristica molto attuale per una definizione corretta della società e degli usi di vita contemporanei.

Parimenti attuale, contestuale, è l’interrogativo, presente nel 30% del campione, riguardo alla presenza di personal computer e collegamento a internet.

“Scottante” può essere definito l’interrogativo, per noi lecito e trasparente, sul reddito percepito dall’individuo: tale interrogativo, scomodo per i disonesti, utile per verifiche tributarie incrociate, non viene posto, nonostante la citazione imperativa dell’ONU, nel questionario censuario presi nel loro assieme, tranne che in quello statunitense, canadese, australiano e neozelandese.

L’Australia chiede l’ammontare della pigione eventualmente pagata per la locazione, il Canada richiede il dettaglio dei costi mensili.

Solo il censimento statunitense interroga riguardo agli obblighi militari eventualmente assolti.

Altre curiosità interrogative sono citate di seguito:

Veicoli a disposizione dei dimoranti nell’abitazione (Belgio, Nuova Zelanda, Francia); è da notare che la domanda assume differenti implicazioni rispetto al generico “mezzo di trasporto impiegato per andare al lavoro”;

Stato di salute generale dell’interessato; la domanda qua è diretta, quasi imbarazzante nella sua spontaneità circostanziale: “come stai?”. Quest’interrogativo viene posto nei formulari di Gran Bretagna, Irlanda, Canada, Australia e Nuova Zelanda;

Assistenza a disabili: si interroga sull’eventualità di ore di assistenza prestate dall’intervistato alla volta di un congiunto. Il valore sociale di questa domanda fa comprendere quanto l’audit offerto dal censimento possa essere utilmente impiegato nella pianificazione dello stato sociale (Gran Bretagna e Belgio);

Rapporto coniugale di fatto: tra vedovi, separati, divorziati, celibi, compaiono voci quali “partner” (Gran Bretagna), “unione libera” (accennato nel questionario francese) e “convivente coniugalmente” (Svizzera). Tali denominazioni si accostano maggiormente alla reale dimensione delle convivenze non formalmente costituite, comunque esistenti e spesso durature;

Der Hausmann (il “casalingo”): tra le tante professioni il questionario austriaco prevede tale figura, fino a qualche decennio fa impensabile;

L’ Irlanda indaga sulle modalità di scarico delle acque nere destando nel lettore inquietanti presagi sul sistema igienico sanitario di alcune zone dell’isola; il Cile chiede esattamente il numero di docce presenti nell’abitazione: così fa pure l’ Italia che chiede anche il numero dei gabinetti;

Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda chiedono il nome della tribù di appartenenza.

Orari di lavoro fissi, flessibili, part time sono distinti raramente nei questionari censuari: i più attuali in tal senso possono essere considerati il formulario belga e canadese.

Copertura del tetto e del pavimento viene richiesto nel questionario cileno.

Tommaso Botto

2 commenti

  1. […] La motivazione: “La coraggiosa applicazione del regolamento energetico …Leggi tutto l'articoloCENSIMENTO: quel che l'Italia non chiede (ma gli altri Stati si)Prosegue il nostro viaggio comparativo tra i Censimenti del mondo, spulciando tra le domande già […]

  2. […] (Segue) Tommaso Botto Tweet […]

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