Celiachia e alimenti senza glutine: un bel business federalista

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135 euro al mese suddivisi in 5 ricette (60 ricette annue per totali 1.620 euro): è quanto la Regione Friuli Venezia Giulia ‘passa’ ad ogni celiaco per provvedere alla costosa e difficile alimentazione.

Indubbiamente un aiuto concreto (L’AIUTO concreto, perchè l’unica cura è la dieta senza glutine) che riesce a spostare nella sfera dei meri fastidi ciò che potrebbe essere drammaticamente dannoso per la salute e l’esistenza dell’individuo.

Ma i fastidi potrebbero essere ancor minori e meno onerosi per le casse della Regione ( e di tutta Italia, visto che alcune stime parlano di 160 milioni di euro spesi in farmacia in un anno per gli alimenti senza glutine ) se venissero applicati alcuni accorgimenti molto pratici.

Perchè non posso spendere questi soldi in un supermercato?”, ci chiede Ciro, celiaco alle prese con la dieta senza glutine da una decina d’anni.
“Gli scaffali della grande distribuzione sono ormai carichi di prodotti senza glutine: il prezzo, per alcuni prodotti comuni come la pasta, è inferiore di un 30% rispetto allo stesso prodotto rivenduto in farmacia.
Poi, vuole mettere la comodità? La farmacia è disponibilissima, prenoto al telefono e passo a prendere le borse già pronte, questo si, ma comprare tutto assieme, sia il senza glutine che gli alimenti con glutine -per i miei familiari- sarebbe veramente più semplice…”

Infatti, trattandosi di ricette mediche, rilasciate agli aventi diritto dalle aziende sanitarie, queste possono essere spese solo nelle farmacie, entro, peraltro, il lasso temporale del mese a cui si riferiscono.
A farsi portavoce di questo problema è stato, recentemente, il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia del PD Paolo Pupulin, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta.
“In Friuli Venezia Giulia – ha messo in evidenzia Pupulin – sono circa 300 all’anno le nuove diagnosi di celiachia, l’intolleranza permanente al glutine contenuto in diversi cereali.
È una malattia i cui effetti sono alleviati da una precisa dieta, così essa viene assistita sulla base di una legislazione di sostegno dell’Amministrazione regionale che, attraverso il Servizio sanitario regionale, assegna un pacchetto di buoni/ricette spendibili per acquistare i prodotti destinati a un’alimentazione particolare.
In Friuli Venezia Giulia le ricette sono spendibili solo nelle farmacie, mentre in altre regioni possono essere spese anche nei negozi specializzati o in reparti speciali dei negozi alimentari, all’interno dei quali tali prodotti hanno un costo significativamente inferiore”.

Ma il problema non è soltanto di natura economica.

Ci racconta Rebecca, celiaca di 36 anni:
Mi sposto spesso per lavoro in altre regioni d’Italia, anche per lunghi periodi: con grande difficoltà mia e della farmacista, devo organizzare una spesa che, con tolleranze burocratiche di varia natura, mi copre la spesa alimentare per massimo un mese e mezzo. Parto spesso con una valigia od una scatola enorme -anche perchè questi alimenti particolare hanno un sofisticato e ingombrante packaging- perchè la ricetta è spendibile solo in Regione.”

E così scopriamo che l’Italia è già uno Stato superfederale, sprattutto per i celiaci.
Scopriamo, inoltre, che in altre Regioni il sostegno economico ai celiaci è si inferiore ma è anche inferiore il costo dei prodotti alimentari, sia nelle farmacie che nei supermercati.

Tommaso Botto

1 comment

  1. […] Posted by CeliachiaNews on marzo 14, 2012 · Leave a Comment  […]

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