#bpvi Banca Popolare di Vicenza, bilancio 2014: perdite significative e forte svalutazione delle azioni

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Perdite significative e forte svalutazione delle azioni

L’esercizio 2014 evidenzia una sostanziale stabilità dei proventi operativi (-0,5%), con un sensibile miglioramento dei ricavi derivanti da operatività tradizionale con la clientela che compensano pressoché integralmente la riduzione del contributo del portafoglio titoli di proprietà.
Gli oneri operativi evidenziano un marginale incremento (+1,8%) legato, per lo più, alla crescita dimensionale realizzata dal Gruppo BPVi nel 2014 attraverso l’acquisizione di 17 nuovi sportelli bancari (di cui 16 ex Carife). Il mutato quadro regolamentare, unito alla valutazione degli esiti dell’ Asset Quality Review , in un contesto macroeconomico e di settore ancora incerto, hanno determinato la scelta di adottare un approccio particolarmente prudenziale nella politica degli accantonamenti e della valutazione degli attivi.

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Di considerevole entità le rettifiche di valore sui crediti verso clientela effettuate dal Gruppo (868,5 milioni di euro), più che raddoppiate rispetto a quelle registrate nel precedente esercizio. Il Gruppo BPVi chiude l’esercizio 2014 con un risultato netto di -758,5 milioni di euro per effetto anche degli impairment effettuati sugli avviamenti (600 milioni di euro) che sono stati svalutati complessivamente di quasi il 65%.

Il margine di interesse, al 31 dicembre 2014, si attesta a 511,1 milioni di euro, in flessione del 3,3% rispetto al dato del 31 dicembre 2013.
Al netto del contributo del portafoglio titoli, l’aggregato cresce dell’8,2%(14) grazie al miglioramento dello spread fra i tassi bancari conseguito, in particolare, attraverso la razionalizzazione delle fonti di finanziamento resa possibile dagli importanti miglioramenti del profilo di liquidità strutturale del Gruppo che ha consentito di contenere il costo del funding.
Per contro, sono
in riduzione sia l’apporto del portafoglio titoli di proprietà sia il contributo delle operazioni di copertura del rischio di tasso di interesse effettuate su parte degli attivi del banking book.

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Positiva la dinamica dei dividendi (15,6 milioni di euro, +18% rispetto a dicembre 2013) e dei risultati di periodo delle partecipazioni valutate al patrimonio netto (13,8 milioni di euro a fronte degli 6,8 milioni di euro del 31 dicembre 2013) nonostante il fatto che le società collegate del settore assicurativo abbiano contribuito al risultato d’esercizio del Gruppo BPVi al 31 dicembre 2014 con soli 9 mesi di piena operatività essendo stati utilizzati per il consolidamento gli ultimi dati noti riferiti al 30 settembre 2014.

Il margine finanziario del Gruppo viene pertanto a determinarsi in 540,4 milioni di euro, in flessione dell’1,5% sul dato del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

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Le commissioni nette, al 31 dicembre 2014, sono pari a 301,3 milioni di euro in crescita del 9,1% rispetto ai 276,2 milioni del 31 dicembre 2013.
Sul fronte dei ricavi sono in crescita i proventi connessi alla raccolta indiretta, in particolare dai comparti del risparmio gestito e previdenziale, quelli legati all’attività di strutturazione di operazioni finanziarie, grazie all’avvio della nuova operatività sui cd. “minibond”, nonché quelli riferibili ai conti correnti e ai servizi di incasso e pagamento che beneficiano dello sviluppo della base di clientela. Sul fronte dei costi, sono in forte riduzione gli oneri pagati alla clientela per l’operatività in prestito titoli e, dal mese di agosto, è venuto meno anche il costo connesso alla garanzia dello Stato su obbligazioni proprie che sono state estinte anticipatamente.
Crescono anche le provvigioni retrocesse agli agenti e ai promotori finanziari in conseguenza degli investimenti effettuati dal Gruppo per lo sviluppo delle reti distributive a costi variabili, in particolare, attraverso la controllata BPVi Multicredito.

Il risultato netto dei portafogli di proprietà è pari a 186,8 milioni di euro ed è in flessione del 9,6% rispetto ai 206,7 milioni di euro di fine 2013.
Buona la performance dell’attività di trading (+73%), mentre si riduce l’apporto degli utili realizzati con gli investimenti in titoli di Stato italiani classificati tra le “attività finanziarie disponibili per la vendita” (109,5 milioni di euro, a fronte dei 149,2 milioni di euro del 31 dicembre 2013), conseguiti sia con le cessioni sia con la chiusura anticipata di talune operazioni di copertura.
Negativo il contributo dell’attività di riacquisto/valutazione di proprie passività e dei correlati contratti derivati di “copertura” che consuntiva una perdita di 16,6 milioni di euro, inclusiva dell’effetto negativo connesso al rientro ( pull to par), dovuto al trascorrere del tempo, degli utili derivanti dalla variazione del proprio merito creditizio rilevati negli scorsi esercizi su propri prestiti obbligazionari valutati al fair value.

Gli altri proventi netti ammontano a 48,8 milioni di euro e sono in flessione del 5,8% rispetto al 31 dicembre 2013 per effetto, soprattutto, della riduzione dell’apporto della “commissione di istruttoria veloce”.

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In ragione di quanto sopra esposto i proventi operativi si attestano quindi a 1.077,4 milioni di euro, in flessione dello 0,5% sulle consistenze di fine 2013.

Gli oneri operativi ammontano complessivamente a 669,1 milioni di euro, in crescita dell’1,8% rispetto al dato del 2013, a causa delle accresciute spese per il personale (+2,5%) principalmente per effetto del premio una-tantum riconosciuto al personale dipendente a margine del rinnovo del contratto integrativo aziendale, nonché della crescita del numero di dipendenti a seguito delle acquisizioni di rami d’azienda effettuate dal Gruppo nel corso del 2014.
Crescono marginalmente le altre spese amministrative (+0,9%) mentre sono sostanzialmente invariati gli ammortamenti.

Il risultato della gestione operativa, al 31 dicembre 2014, risulta pertanto pari a 408,3 milioni di euro in flessione del 4,1% sul corrispondente periodo del 2013, con il cost/income (15) che si attesta al 61,1% rispetto al 58,5% del 31 dicembre 2013.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento ammontano a 1.521,3 milioni di euro a fronte dei 454,6 milioni di euro di fine 2013. Le suddette rettifiche si riferiscono per 868,5 milioni di euro a crediti verso clientela , con il credit cost che si attesta al 2,91% a fronte dell’1,44% del 31 dicembre 2013.
Il livello di copertura dei crediti deteriorati cresce di quasi 8 p.p. mentre quello dei crediti in bonis è pressoché raddoppiato (0,73% a fine 2014, 0,38% a fine 2013).

Le rettifiche di valore nette delle attività finanziarie disponibili per la vendita ammontano a 30,9 milioni di euro (16,5 milioni di euro al 31 dicembre 2013) e sono state contabilizzate in applicazione della specifica policy adottata dal Gruppo in tema di identificazione delle perdite per riduzione di valore delle attività finanziarie disponibili per la vendita. Le stesse si riferiscono principalmente ad esposizioni di private equity assunte tramite schemi di investimento e ad una interessenze azionaria non quotata acquisita nell’ambito dell’operazione di ristrutturazione, avvenuta negli scorsi esercizi attraverso la “trasformazione” dei crediti vantati nei confronti della società stessa.

In crescita le rettifiche di valore su altre operazioni finanziarie (16,6 milioni di euro, a fronte dei 5,8 milioni di euro al 31 dicembre 2013) per effetto, in particolare, degli accantonamenti effettuati a fronte degli impegni verso il FITD per gli interventi in via di definizione in favore di talune banche consorziate in difficoltà, come pure le svalutazioni effettuate sulle partecipazioni che sono pari a 5.309 mila euro (assenti al 31 dicembre 2013) e si riferiscono, per 681 mila euro, all’azzeramento della differenza di patrimonio netto che era iscritta sulla collegata San Marco Srl e per il residuo a rettifiche di valore effettuate dai fondi di private equity oggetto di consolidamento integrale.

La voce in esame include infine anche l’ impairment di 600 milioni di euro effettuato sugli avviamenti iscritti in bilancio, rettificati di quasi il 65%.

In crescita gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (18,5 milioni di euro al 31 dicembre 2014 a fronte dei 12,3 milioni di euro di fine 2013), mentre il risultato netto della cessione/valutazione di investimenti viene a determinarsi in -2,8 principalmente per effetto della variazioni di fair value registrata da taluni immobili del Gruppo detenuti a scopo di investimento.
Si rammenta
che il dato dello scorso esercizio, positivo per 7,5 milioni di euro, includeva anche la rivalutazione di 10,3 milioni di euro effettuata sulla quota di interessenza detenuta nella Banca d’Italia.

Il risultato lordo viene pertanto a determinarsi in -1.134,3 milioni di euro a fronte dei -33,7 milioni di euro dello scorso esercizio.

Le imposte sul reddito sono positive per 376,7 milioni di euro (+3,3 milioni di euro al 31 dicembre 2013), principalmente per effetto dell’iscrizione di fiscalità anticipata a fronte delle rettifiche di valore contabilizzate sui crediti verso clientela e sugli avviamenti, fattispecie per le quali trovano applicazione le disposizioni di cui alla L. 214/2011 che ne disciplina la trasformabilità in crediti di imposta.

L’utile di terzi, relativo alle interessenze dei soci di minoranza, ammonta a 933 mila euro a fronte degli 1,7 milioni di euro del 31 dicembre 2013.

Il risultato netto è quindi pari a -758,5 milioni di euro, a fronte dei -32,2 mila euro registrato nell’esercizio 2013.

 

Download: Banca Popolare di Vicenza Bilancio 2014 CD_def.pdf

Redazione

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