BATTISTA: I LIBRI SONO PERICOLOSI PER CHI LI LEGGE

Share Button

“I libri sono pericolosi per chi li legge, mettono strane idee in testa, accendono le ali della fantasia. Non solo i saggi o i libri d’inchiesta, anche i romanzi”: parola di Pierluigi Battista, grande firma del giornalismo italiano, alla Tonnara Florio di Favignana (Tp), durante una delle tante presentazioni del suo ultimo libro, “I libri sono pericolosi”, edito da Rizzoli.

Pierluigi Battista

Dall’Inquisizione a Savonarola, da Hitler a Mao fino al caso Salman Rushdie, l’intreccio tra le fiamme dei roghi e le maglie della censura ha accompagnato in modo sorprendente tutta la storia del libro. Il volume è una difesa appassionata dei libri, ma anche una sferzata contro i luoghi comuni che li accompagnano.
“… E i libri vengono bruciati dai fanatici, non dagli ignoranti: già la Bibbia era un libro pericoloso, serviva un filtro, veniva letta da un pulpito o recitata dal Coro, dall’assemblea…”, prosegue Battista; “poi venne la stampa, con la sua rivoluzione silenziosa che introdusse la democrazia culturale in cui il singolo rompeva la coralità del gruppo: la lettura dà concentrazione, permettere di pensare da soli, di sviluppare una propria idea, di uscire dal coro.” E così nacquero le prime case editrici ed i primi giornali, con le inevitabili censure.

“La prima o la più importante fu l”Inquisizione e gli inquisitori che erano intellettuali finissimi: i censori, quelli che amano i libri, talmente innamorati di un’idea da non tollerare l’esistenza di altre idee, dissimili. La rivoluzione silenziosa scatenò l’Inquisizione perché la stampa aveva rotto il monopolio del pensiero.”

E oggi, ricorda Battista, la stragrande maggioranza dell’umanità vive ancora in Paesi in cui i libri sono perseguitati: si pensi alla Nigeria, al Pakistan, dove i libri vengono ancora bruciati.

“I libri non andrebbero mai messi all’Indice ma, se un libro è brutto, può o deve essere massacrato, con la critica…”

Libri e giornali sono elementi fondanti di questa rivoluzione silenziosa che Battista percorre lungo tutta la sua lunghissima storia. Storia sovente travagliata. Al giorno d’oggi c’è censura, quella ‘istituzionale’ o quella occulta di cui narrava George Orwell?

“Libertà d’espressione significa dire ciò che si pensa. La censura c’è sempre stata: in un certo qual senso, va con la libertà di stampa. I giornali non devono essere un coro: devono esprimere differenti idee. Basti un piccolo esempio però per sdrammatizzare la questione: è normale che La Stampa non parli male delle vetture della FIAT, visto che la proprietà è la medesima. Ma lo possono fare e lo faranno benissimo gli altri giornali… Questa è l’antitesi del Coro.”
Libri, giornali e giornalisti: una forma di censura possono essere le querele temerarie per diffamazione..?

“Io sono stato querelato una volta e condannato. Le sentenze vanno rispettate”, sottolinea Battista, “vanno eseguite anche se sono spesso una scemenza. Secondo me il diritto di critica dovrebbe prevalere, come negli USA. Le querele temerarie, poi, andrebbero sanzionate, sicuramente. La querelomanìa è un fenomeno dei nostri tempi: è un’ arma in mano a chicchessìa voglia perseguitarti per anni, a tue spese – un sacco di soldi-, anche se non ha nulla in mano. Questo fenomeno, la querela pretestuosa andrebbe sanzionato: in teoria lo legge lo prevede già ma l’applicazione della legge è così contorta e suscettibile di mille interpretazioni…”

C’è chi dice che fra dieci anni i giornalisti saranno estinti..?

“Sicuramente è vero ma spero che i tempi siano più lunghi in modo da pagare la pensione a te e a me. A parte la battuta, in molti casi è finita la mediazione giornalistica: quando avviene un fatto e vedo 100 persone che registrano immagini e voci con i telefonini e poi tutto va immediatamente su internet, capisco che siamo come il teatro ai tempi dello sviluppo el cinema. Spero che si sviluppi ulteriormente il giornalismo investigativo, quello sì: ma non deve ridursi alla pubblicazione delle fotocopie di atti giudiziari o alla trascrizione di migliaia di ore di intercettazioni…”
Battista è contrario all’Ordine dei Giornalisti, si sa…

“Io chiedo l’abolizione immediata dell’Ordine dei Giornalisti. E’ un residuo fascista che non è presente in nessun Paese del mondo. Esiste, ad esempio, un Ordine degli Artisti? No. Giornalista è chi il giornalista fa. A proposito, mi piacerebbe che qualcuno facesse una bella inchiesta sui beneficiari economici dei tanto declamati corsi di aggiornamento professionali dell’ Ordine dei Giornalisti”

 

Tommaso Botto

1 comment

  1. Alessandro Virgilio says:

    Ago 4, 2014

    Rispondi

    soprattutto se raccolgono i suoi commenti sulla politica degli ultimi 7 anni, pericolosissimi…

Commenti

Nome *

Sito web

Ultime news