Manovra Monti: esodo imbarcazioni verso Slovenia e Croazia

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Assonautica Udine chiede correttivi alla manovra del Governo: «Rischiamo l’esodo delle imbarcazioni verso Slovenia e Croazia. Presto un incontro con i presidenti delle Cciaa e con Tondo»

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Il presidente Puntin: «E’ grazie agli stranieri se abbiamo tenuto nonostante la crisi e le nuove disposizioni rischiano di vanificare tutto»
«La nautica friulana ha resistito con fatica enorme alla crisi e in gran parte ha tenuto grazie agli arrivi di ospiti stranieri, specie tedeschi e austriaci.
La manovra del Governo, con l’aggravio dei costi di stazionamento, porterà all’esodo di queste imbarcazioni verso Slovenia e Croazia, con un danno per tutto il nostro indotto.

Ci appelliamo dunque ai presidenti delle Cciaa friulane e al presidente Tondo, con cui vorremmo promuovere un incontro per affrontare la questione e proporre dei correttivi».

Denis Puntin, presidente di Assonautica Udine, “costola” provinciale dell’associazione costituita in seno alla Camera di Commercio udinese, è preoccupato per i risvolti che le pensanti misure introdotte, a partire dalla “tassa di stazionamento”, potranno provocare anche su una realtà che in regione conta oltre 17 mila posti barca con 23 marina e che solo nel lignanese ne ha 5 mila, con 120 aziende nell’indotto e 1.200 posti di lavoro.

Secondo previsioni dell’Osservatorio nautico nazionale, il gettito della tassa sarà pari a 285 milioni, con un impatto di circa 22 milioni per il Friuli Venezia Giulia e 19 per il Veneto.

Se nel 2011 il 15% del traffico dei marina turistici è stato garantito da diportisti stranieri, secondo Assonautica è evidente che questi ora «saranno scoraggiati a rimanere sulle nostre coste.

E un calo del traffico porterebbe pure ad annullare i presunti benefici della maggiore entrata, come dimostrato da analoghe misure adottate in passato».

«Ci allineiamo alla posizione di Assonautica nazionale – aggiunge Puntin – e ringraziamo l’assessore Seganti e la Cciaa per il pronto interessamento.
Siamo consapevoli che la nautica non può sottrarsi alla richiesta di sacrifici che si stanno chiedendo a tutti i cittadini, ma confidiamo in ritocchi alla normativa nel senso di un’equità che è stata finora trascurata».

Facendo leva quanto meno sull’inserimento di un indice di vetustà delle imbarcazioni, inizialmente previsto dalla norma e poi non confermato, e in esenzioni che permettano alle imbarcazioni straniere di rimanere sulla costa friulana.

«L’indotto della nautica, dall’industria all’artigianato, va a riflettersi su commercio, turismo e servizi, in pratica rappresenta uno specchio della capacità di crescita del nostro litorale e dell’entroterra.
Non si può continuare a penalizzare un comparto che ha fatto della qualità, del Made in Italy, un punto di forza riconosciuto e ricercato anche dagli stranieri, che adesso rischiamo di veder fuggire in massa all’estero, comprendibilmente dove è più conveniente.
Abbiamo già un grosso problema di navigabilità sulle acque interne, se ci aggiungiamo l’aggravio delle tasse tutto diventa davvero impossibile», conclude Puntin.

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“Le barche da diporto del Friuli Venezia Giulia stanno lasciando i nostri Marina per quelli della Croazia ed oltreconfine le richieste sono già tante che i Marina croati chiedono, come acconto, il pagamento totale immediato per il posto barca annuale“.

Lo conferma l’assessore regionale alle Attività produttive Federica Seganti che, contattata dai responsabili dei diversi Porti nautici, ha inviato al presidente della Regione Renzo Tondo ed ai parlamentari del Friuli Venezia Giulia una lettera in cui segnala “la transumanza delle imbarcazioni verso i Marina della vicina Repubblica Croata, rendendo immediata la perdita economica per gli operatori del Friuli Venezia Giulia”.

L’esodo è, stando agli operatori del settore, una conseguenza diretta della Manovra Monti, che prevede l’introduzione della tassa di stazionamento.

Nella sua lettera l’assessore, oltre a richiamare l’attenzione sull’urgenza del problema, nota che “il fatturato italiano della nautica, di 5,5 miliardi di euro prima della crisi iniziata nel 2009, è ora a 3,5 miliardi di euro“.

“Con la nuova tassa di stazionamento, che vale 280 milioni di euro (0,1-0,2 per cento del totale della manovra) – continua – il fatturato scenderà ancora e scenderanno quindi anche le imposte versate dal settore, con conseguenze negative per il bilancio delle entrate dello Stato”.

A livello regionale, spiega l’assessore Seganti, le ripercussioni rischiano di esser pesanti per il mondo del lavoro, dal momento che “solo nel comprensorio di Lignano e Latisana, con 7 marine e 5.000 posti barca, ci sono 350 assunti direttamente e 120 aziende che lavorano nell’indotto per circa 1.200 posti di lavoro, mentre in tutta la regione i Marina sono 23, per un totale di 17 mila posti barca”. 

“L’effetto di un analogo provvedimento dell’allora governatore della Sardegna Soru ebbe effetti negativi – ricorda Federica Seganti – e così sarà per la Manovra Monti, con alcune regioni più colpite di altre,  tra cui il Friuli Venezia Giulia”.

A caduta, segnala l’assessore nella sua lettera, “dopo i porti turistici e le aziende legate alla nautica, il danno economico colpirà anche pubblici esercizi, attività commerciali e gestori della distribuzione di carburanti, perché se il diportista non è ormeggiato in un posto barca in Italia tutte le spese le fa nel Paese dove si trova”.    

Inoltre, rileva Federica Seganti, dal 2001 i porti turistici pagano l’Ici sugli specchi acquei oltre alla concessione
demaniale e dal 2007 hanno subito l’aumento, con la Finanziaria nazionale, del canone di concessione di almeno 2-3 volte.
E ciò pur avendo una concessione demaniale registrata alla Corte dei Conti con atto formale.

Facendosi portavoce degli operatori dei Marina del Friuli Venezia Giulia, l’assessore Seganti richiede pertanto alcuni correttivi, tra cui il ripristino del coefficiente di riduzione previsto per la vetustà delle imbarcazioni (contemplato in una prima stesura della manovra Monti); la riformulazione della tassa di stazionamento con importi modulati in base a specifici parametri tecnici; il limite dell’applicazione del nuovo balzello agli italiani o alle barche che battono bandiera italiana, per non colpire il turista proveniente dall’estero.

Redazione

3 commenti

  1. maurizio pozza says:

    Dic 14, 2011

    Rispondi

    salve bastava reinserire la vecchia tassa di stazionamento un tot al centimetro per tutti cosi pagavamo tutti in base alla lunghezza senza fare cifre spaventose

  2. […] delle vendite dei carburanti, dall’altro le nostre marine stanno assistendo impotenti alla fuga di centinaia e centinaia di imbarcazioni oltre i 10 metri, che fanno rotta sugli approdi sloveni e […]

  3. […] governo, in merito al costo dei carburanti, all’ IMU Imposta Municipale Unica, alla tassa di stazionamento e all’addizionale sull’energia elettrica, Monti ha confermato che il governo sta […]

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