ASSISTENZA BIMBI DISABILI: SOSTEGNO AI GENITORI AIUTO CONCRETO

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Incontro il Presidente di “Fabiola”, Carlo Teghil, a casa mia. L’ho conosciuto tramite gli alpini dei “miei” gruppi, durante un incontro in cui questi hanno dato alla sua associazione un contributo economico.

 

Il connubio che presiede è, nella pratica, un consorzio di famiglie che vivono la realtà di un bimbo disabile.
Famiglie che si uniscono in uno sforzo di mutuo soccorso, al fine di superare le grosse difficoltà di un sistema Italia che non tiene conto di chi ha “problemi” permanenti da affrontare.

“Fabiola”, l’associazione in questione, opera, prevalentemente, nella zona collinare e del medio Friuli.

Teghil, persona di grande cultura, dinamica e affabile, pensa sempre in positivo.

Pare molto orgoglioso dei risultati che lui e tutti gli altri soci sono riusciti a conseguire e, in sincerità, ammetto che non sono pochi.

Nonostante ciò, è consapevole che non ci si può adagiare sugli allori e che bisogna fare di tutto perché le realtà che “Fabiola” gestisce divengano sempre più patrimonio della società.

Ci accomodiamo nel mio ufficio. Gli chiedo di raccontarmi quali sono i problemi che vivono lui e gli altri genitori coinvolti nell’iniziativa.
Vengo investito da un piacevole fiume in piena. Non ricolmo di rabbia, ma di voglia di fare, di proposte, di speranze.

Il concetto principale che esprime è banale, quanto dimenticato da tutti coloro che non sono toccati dal “problema”: bisogna sostenere i genitori dei bimbi con disbilità, affinché possano vivere quanto più normalmente la loro esistenza.

A chi non ci ragiona troppo, potrebbe sembrare un concetto egoista, visto che non si è posto subito al centro chi la disabilità la subisce direttamente. Eppure, affrontare il problema da quell’angolazione è il modo migliore, paradossalmente, di riportare al centro il bambino, ragazzo, uomo che soffre per una limitazione grave.

Già, stiamo brutalmente parlando di quei casi per cui il recupero, seppur assistiti, resterà comunque limitato e limitante. Per sempre.

Il Presidente non perde tempo e spiega subito dove sta l’origine del problema.

In Friuli, dice, vi sono ottime realtà a livello riabilitativo e assistenziale, che seguono con continuità e certezza questi ragazzi fino all’età di 15 anni, coincidente, per loro, con il termine del percorso scolastico primario.

Il percorso di vita successivo, soprattutto per chi soffre di disabilità grave, è più incerto e le risposte istituzionali non sono sempre sufficienti e adeguate ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie.

Per chi soffre di handicap minori, l’intervento può anche bastare, visto che tali forme di assistenza, in qualche modo, riescono a garantire un certo reinserimento sociale.

Il problema rimane proprio per chi a ciò, per ovvi motivi, non può accedere.

Tolto, quindi, questo “paracadute”, le famiglie che hanno il “problema”, di fatto, vengono lasciate a se stesse a combattere ogni genere di difficoltà.

In queste condizioni, spesso, uno dei due genitori deve rinunciare al lavoro per seguire a tempo pieno il figlio.

Questo schema, spiega Teghil, porta a una rottura: la criticità, di fatto, viene relegata spesso solo a chi della coppia ha deciso di seguirla e la cosa rischia concretamente di incrinare la serenità e l’equilibrio all’interno della famiglia.

Chi ne risente di più, alla fine, è naturalmente il bambino, ragazzo, uomo che avrebbe bisogno del suo calore.

Tale calore, pertanto, va preservato, cercando soluzioni che avvicinino queste realtà alla società e gliela facciano vivere quanto più possibile appieno.

Da qui è nata “Fabiola”: aiutare le coppie con figli disabili per amare meglio questi ultimi.

Il Presidente Teghil, ammetto, si è rivelato una sorpresa immensa: le problematiche che ha sollevato a livello istituzionale sono abnormi e incredibili, ma queste le vedremo nello specifico nelle prossime uscite.

Artigliere Alpino
Mattia Uboldi

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Redazione

3 commenti

  1. elisa boz says:

    Mag 3, 2012

    Rispondi

    mi dai numero di cellurele carlo

  2. Mattia Uboldi. says:

    Mag 4, 2012

    Rispondi

    Gentile lettrice, sono l’estensore del pezzo.
    Per vedere di metterLa in contatto col Presidente Teghil, mi scriva alla seguente mail: limesimperium@hotmail.it
    Mattia Uboldi.

  3. […] qui la felice decisione di finalizzare la serata a una raccolta fondi benefica per “Fabiola”, una Associazione locale che si occupa di aiutare famiglie con a carico bambini e adulti […]

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