Assestamento bilancio FVG, M5S: ‘Agglomerato di interventi puntuali, aggiustamenti e rimpinguamenti’

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Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – DDL 148 <<Assestamento del bilancio per l’anno 2016 e del bilancio per gli anni 2016-2018 ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale 10 novembre 2015, n. 26>>
numeri2
 
RELATORE MINORANZA: BIANCHI (MOVIMENTO 5 STELLE)
 
Signor presidente, egregi colleghi,
 
come ogni metà anno ci troviamo ad esaminare il disegno di legge sull’assestamento del bilancio, che è stato redatto in coerenza con i principi dell’armonizzazione così come previsto dal decreto legislativo 118/2011 a cui la nostra Regione ha deciso di dare un’attuazione anticipata a decorrere dall’attuale esercizio finanziario invece di attendere l’approvazione delle norme di attuazione dello Statuto così come previsto dall’articolo 79 dello stesso decreto legislativo. L’ammontare della somma prevista in questo assestamento è pari ad euro 337 milioni di cui 277 derivanti dall’avanzo e 60 milioni derivanti da maggiori entrate.
 
Notiamo con piacere che sono stati accolti i nostri suggerimenti nella relazione alla legge di stabilità 2016 nel suddividere per materie più omogenee l’articolato, riprendendo le modalità adottate nelle passate leggi finanziarie, molto più agevoli da trattare.
 
La norma nazionale, che vede applicare contemporaneamente due importanti novità nella redazione dei bilanci degli enti pubblici come l’armonizzazione ed il pareggio di bilancio, diventa efficace per la nostra Regione a partire da quest’anno.  Nonostante la normativa nazionale sia ancora in evoluzione e siano stati adottati per tempo molti accorgimenti che dovrebbero portarci al raggiungimento dell’obiettivo, non riusciamo a vedere in prospettiva come faremo il prossimo anno a non trovarci a discutere di una cifra d’avanzo pari a quella su cui stiamo discutendo in questo disegno di legge. Ma soprattutto, cosa accadrà della somma che non potrà essere ripartita nonostante gli spazi recuperati fra il fondo pluriennale vincolato e i rimborsi dei mutui? Superfluo affermare che le rassicurazioni e le spiegazioni ricevute non sono sufficienti ad acquietare le nostre preoccupazioni.
 
Sarà anche a causa delle modifiche normative, ma questo assestamento di bilancio ci sembra più che altro un agglomerato di interventi puntuali, aggiustamenti e rimpinguamenti vari, che non portano un preciso indirizzo, anche se in alcuni casi possono essere condivisibili, vedi ad esempio le poste sul contrasto al dissesto idrogeologico.
 
Rimangono comunque irrisolti i problemi dei “contributi a capitolo” forma elegante per descrivere le poste puntuali, che non solo sono usate per effettivi contributi straordinari una tantum, ma che a volte diventano quasi strutturali.
 
Questa modalità di distribuzione delle risorse è evidentemente necessitata dalla totale mancanza degli strumenti di pianificazione e programmazione che questa Amministrazione, come le precedenti, evita di portare a compimento. Il Piano tutela acque, il Piano di governo del territorio, il Piano paesaggistico, qualsiasi pianificazione regionale che potrebbe dare indicazioni precise e a lungo termine per investire in maniera concreta e costruttiva il denaro dei cittadini, o non esistono o sono nel limbo o, anche peggio, esistono ma non vengono tenuti in considerazione.
 
Niente viene pianificato, programmato o coordinato, molto si muove anche in settori come l’ambiente o l’efficientamento energetico o l’assetto idrogeologico o le infrastrutture, tutti importanti per la nostra economia e per il benessere dei cittadini, ma le azioni vengono portate avanti a casaccio con finanziamenti fini a se stessi e senza uno sguardo lungimirante. Cito un esempio: lo stanziamento per la scuola digitale…è inutile finanziare il digitale quando le nostre scuole non hanno i collegamenti a banda larga, è inutile dare strumenti se poi la connessione non permette di utilizzarli.
 
Infine un’ultima conferma su quanto poco coerenti siano le scelte di questa Giunta: da un lato la Regione pianifica e crea le UTI e un fondo per gli investimenti degli Enti Locali da 25 milioni di euro che dovrebbe essere gestito dalle stesse sulla base delle Intese per lo sviluppo, dall’altra parte vengono stanziati dall’assessore Santoro 5,2 milioni di euro per le opere immediatamente cantierabili più tutte le conferme di contributo previste dall’articolo 11 del presente disegno di legge.  Quale direzione prenderanno tutti questi stanziamenti?
 
Entrando nel merito di alcuni significativi interventi dobbiamo rilevare che:
 
L’articolo 2 solitamente dedicato alle attività produttive, vede un’importante sforzo di questa amministrazione rivolto a far ripartire il Turismo. Risorse per Promoturismo Fvg e aggiustamenti normativi che ne permettono l’effettiva operatività rappresentano il fulcro di questa parte dell’assestamento. Un’Agenzia che si deve occupare di molte attività, probabilmente troppe per farlo in maniera efficace, sarà la responsabile dei flussi turistici nella nostra Regione per i prossimi anni. Purtroppo le prime notizie dal “campo” ci dicono che gli operatori turistici stanno subendo pesanti perdite in questi primi mesi estivi rispetto all’anno scorso. Sicuramente il clima non sta giocando a loro favore, ma probabilmente questi cali son dovuti a mancate prenotazioni, mancate programmazioni, scelte discutibili sui grandi eventi da proporre, come se portare un cantante di fama internazionale che si esibisce per tre ore e poi riparte nel suo Tour possa risolvere i gravi problemi che affliggono le nostre località turistiche, soprattutto quelle di mare, che dovrebbero essere l’asse portante del nuovo piano operativo.
 
Per quanto riguarda Rilancimpresa continua l’attuazione della norma votata un anno e mezzo fa, ma le risorse impiegate in questa manovra sono poche e rimarranno ancora vuoti molti dei capitoli previsti dalla L.R.3 2015. Quello che rimane costantemente presente invece, sono gli stanziamenti a Unioncamere (che aumentano di 57 mila euro) per la gestione degli incentivi alle imprese e le convenzioni con Friulia e Mediocredito per le quali son previsti 170 mila euro in più, a fronte di nuovi finanziamenti per l’intera Legge di un solo milione di euro. L’impressione è che queste misure, a causa del loro apparato burocratico, costino di più rispetto a quanto effettivamente venga erogato alle imprese.
 
All’articolo 3 notiamo alcune misure che apprezziamo e condividiamo, come gli interventi per le diagnosi energetiche, le colonnine elettriche o gli importanti stanziamenti per il dissesto idrogeologico e quindi, la prevenzione. Ma rimangono drammaticamente inattuate misure volte a incentivare la rimozione dell’amianto negli edifici privati, o che ci aiutino a monitorare realmente e in via definitiva l’inquinamento delle realtà industriali più impattanti nel nostro territorio. Come rimane un mistero il disimpegno delle risorse dedicate ai comuni per la rimozione dei rifiuti abbandonati causa carenza di domande. Eppure non passa giorno senza una segnalazione, riportata anche sulla stampa, di casi di questi ritrovamenti. Un maggiore coordinamento fra direzioni potrebbe anche in questo caso migliorare notevolmente l’efficacia degli interventi.
 
Se le politiche relative alla tutela dell’ambiente, seppur non sostenute da una pianificazione completa, sembrano per la maggior parte buone, si scontrano poi praticamente con le non politiche portate avanti da altri assessorati. Dietro agli annunci di buona volontà a salvaguardia e tutela dell’ambiente e del territorio nessuna reale azione al contenimento di nuova cementificazione, e gli annunci di nuove strade o l’ennesimo centro commerciale sono all’ordine del giorno. Ed infatti all’articolo 4 dopo il “volàno opere” in questo assestamento troviamo il “vòlano opere”. 5.260.000 € messo a disposizione per opere immediatamente cantierabili in comode tranche da massimo 600.000 euro mentre la posta più consistente, 30 milioni di euro, ricade sul finanziamento del canale, in fase di esaurimento, dell’edilizia agevolata.  Bisognerebbe scegliere da che parte stare. Se vogliamo mettere al primo posto l’ambiente e il futuro sostenibile di questa regione oppure lo sviluppo incontrastato di infrastrutture di ogni genere, energetiche, stradali e commerciali. Noi di certo sappiamo da che parte stare
 
All’articolo 5 rileviamo che non c’è nessun intervento volto alla riduzione del traffico pesante su gomma.  Moltissimi soldi sono stati investiti in infrastrutture attualmente inutilizzate ma tutta l’attenzione è rivolta ad incentivare il traffico stradale producendo nuova viabilità. Gli scarsi e puntuali interventi volti alla sistemazione della Ciclovia Alpe Adria, confermano le nostre perplessità rispetto al coordinamento delle politiche di questa giunta.  
 
All’articolo 6 nel settore della cultura non abbiamo niente di rilevante da segnalare, se non che, pur con l’avvio delle nuove modalità contributive, non ci sembra trovino spazio adeguato le nuove realtà e proposte culturali regionali, sulle quali andrebbe investito maggiormente. Per quanto riguarda invece lo sport, con la delega al Coni della gestione dei progetti sportivi nella scuola primaria (delega esclusiva che ci ha visto fortemente contrari in sede di approvazione del testo unico sullo sport), dovevano essere contestualmente aumentati anche i fondi per il progetto 3S, unico progetto di attività motoria attualmente operante nelle scuole primarie: pur coprendo tutti gli istituti della regione, il progetto non è attivo ancora nella maggior parte delle classi, a causa probabilmente di una carente offerta o informazione.
 
In merito all’articolo 7 come ogni anno, pur assistendo a qualche timido tentativo apprezzabile, rimaniamo convinti che gli investimenti destinati a istruzione, università e ricerca siano assolutamente inadeguati per un territorio che decide di puntare sul futuro dei propri cittadini. Sappiamo che le risorse a disposizione sono sempre meno, ma proprio per questo il buon senso ci suggerisce di mettere al centro i bisogni dell’individuo (salute, lavoro, istruzione, servizi, crescita personale, …), a scapito magari di qualche opera infrastrutturale, di qualche ricapitalizzazione azionaria, di qualche investimento commerciale. Investiamo di più sulla “gente unica” di questa meravigliosa regione speciale!
 
Sul versante della Salute l’intervento più significativo è l’azzeramento dei debiti riguardanti gli anni pregressi e il rifinanziamento della parte corrente degli Enti del Servizio Sanitario regionale. In questi due interventi sono confluiti gli utili dell’anno 2015 delle Aziende Sanitarie che, a detta dell’assessore, hanno chiuso tutte con un avanzo di bilancio. Se la copertura delle perdite passate era un atto dovuto troviamo però scandaloso che, in continuità con l’amministrazione precedente, questa Giunta continui a fare utili sulla pelle dei lavoratori! I sindacati stimano che “dal 2010 ad oggi la Regione ha risparmiato oltre 50 milioni di euro sul personale sanitario” e la carenza strutturale degli organici si riflette inevitabilmente sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini come sull’applicazione di una Riforma Sanitaria, che noi non condividiamo e di cui questa maggioranza non ha mai stimato i costi. Non saranno sufficienti le appena 200 assunzioni promesse dalla Giunta entro fine anno per fare decollare una riforma che continua ad essere al palo proprio perché non ha “le gambe” per essere portata avanti. L’unica nota positiva quindi è l’aumento di quasi 5 milioni del fondo regionale per gli investimenti sanitari.
 
Il resto dei provvedimenti riguardano finanziamenti di progetti specifici, qualche deroga, semplificazioni normative e il coordinamento della misura di sostegno al reddito regionale con quella statale, su cui la Regione investe ulteriori 1,48 milioni ma che purtroppo non brilla ancora per puntualità nell’erogazione del contributo.
 
All’articolo 10 si prevede un aumento di capitale e una cartolarizzazione dei crediti per il rilancio della Banca Mediocredito FVG. Per queste operazioni è prevista una somma pari ad € 17.596.800 per l’aumento di capitale e 14.352.390 per un operazione di cartolarizzazione, pari al 10% delle risorse stanziate in questo assestamento. Ci viene detto che l’operazione di cartolarizzazione in house sia preferibile alla soluzione di mercato, anche se più costosa, per evitare operazioni squisitamente speculative e totalmente non curanti delle realtà industriali che stanno dietro alle sofferenze. Ebbene, nel corso dell’ultima audizione il Presidente di Mediocredito ha ribadito che il 58% delle sofferenze sono relative ad operazioni fuori regione, in altra occasione è stato specificato che per la maggior parte riguardano operazioni nel vicino Veneto, quindi la Regione Friuli Venezia Giulia utilizza risorse dei cittadini di questa regione per salvaguardare imprese di un’altra regione.  Non sarebbe il caso di coinvolgere in questa operazione anche i diretti interessati?
 
 
 
In conclusione alcune considerazioni riguardo il Documento di economia e finanza regionale 2017 (DEFR) per il quale non siamo relatori.
 
Innanzitutto si rendono necessarie alcune annotazioni sulla trasparenza, proposito più volte dichiarato dalla Giunta e posto come obiettivo strategico nel “Documento di economia e finanza regionale 2017 (DEFR)”. In effetti, nella cosiddetta “era dell’accesso”, la disponibilità delle risorse digitali esistenti può rappresentare una straordinaria occasione per valorizzare la cittadinanza digitale. Attraverso il monitoraggio civico, le amministrazioni diventano “aperte” e “trasparenti” nel rapporto con i cittadini che vengono messi in grado di partecipare attivamente al processo decisionale delle istituzioni, esercitando efficaci forme di controllo e di confronto con il potere pubblico. Tutto ciò può risultare estremamente utile a promuovere l’inderogabile valore sociale della trasparenza dell’azione amministrativa, costituente un’esigenza primaria per la collettività, nel rispetto dei principi fondamentali sanciti dall’art. 97 della Costituzione, che formalizza i valori generali della legalità, buon andamento, responsabilità e imparzialità della pubblica amministrazione. L’obiettivo perseguito dal legislatore con il d. lgs. 33/2013 era proprio quello di incrementare gli standard di trasparenza della pubblica amministrazione al fine di realizzare una maggiore e più efficace prevenzione della corruzione, come si evince chiaramente all’art. 1  ai sensi del quale è stabilito che “la trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”.
 
Il sistema “Bussola della Trasparenza” citato nel DEFR , è un motore di ricerca elaborato dal Dipartimento della Funzione pubblica, che, mediante specifici algoritmi matematici, analizza i siti web delle pubbliche amministrazioni, in modo automatico e a determinati intervalli temporali, consentendo di monitorare i siti web delle PA, per verificarne la conformità alla regole e standard minimi definiti nel decreto legislativo n.33/2013. Nonostante le indiscutibili implicazioni positive offerte dal sistema, bisogna segnalare la principale criticità della Bussola della Trasparenza, individuata nel fatto che tale strumento consente di monitorare uno stato di “trasparenza formale”, nel senso che si limita ad un mero controllo riguardante il solo adempimento formale degli obblighi di pubblicazione, non spingendosi a verificare il dato più importante e cioè che a livello sostanziale le informazioni ed i contenuti previsti dal d.lgs. 33/2013 siano presenti ed esaustivi nel sito web delle PA e accessibili ai cittadini. In questo senso auspichiamo che il dato offertoci nel DEFR che reca la percentuale pari al 100% di aderenza del sito istituzionale della Regione autonoma FVG agli indicatori di trasparenza previsti dalla famosa Bussola sia inteso in senso sostanziale e non solo formale. Peraltro sarebbe interessante conoscere anche il livello di trasparenza del sito del Consiglio regionale.
 
Segnaliamo inoltre che IL DEFR, tace in merito all’entrata in vigore del nuovo Decreto legislativo n. 97/2016 sulla trasparenza (noto anche come FOIA), pubblicato nella G.U. n.132 del 8-6-2016. Considerato che il suddetto decreto comporta, tra gli adempimenti richiesti alle pubbliche amministrazioni, anche la revisione e l’adeguamento dei documenti, delle informazioni e dei dati pubblicati sui siti istituzionali, nonché una forma di accesso civico generalizzato, sarebbe stato interessante conoscere in che termini l’amministrazione regionale si è organizzata in vista di tali nuovi e importanti adempimenti.
 
Non abbiamo trovato questa informazione del DEFR, come non abbiamo trovato molte altre informazioni che ci saremmo aspettati di trovare, vista la rilevanza del documento. Abbiamo invece trovato molte parole vuote che non portano alcuna informazione. Siamo fermamente convinti che il primo passo della trasparenza è formulare documenti sintetici, informativi, precisi e chiari. Nel documento abbiamo trovato molti riferimenti teorici alla buona governance e all’innovazione dei processi decisionali. Bene, noi proponiamo una reale innovazione al processo decisionale: il sostanziale miglioramento dei documenti tecnici su cui si basano le decisioni politiche. Al comitato di valutazione e controllo arrivano documenti di valutazione che non valutano nulla, e qui leggiamo documenti di programmazione che confondono obiettivi, finalità, politiche e azioni. Non è pura pignoleria formale la nostra … La chiarezza, l’ordine e la struttura logica delle informazioni rappresentano il primo passo per permettere un processo di decisione chiaro, trasparente e strutturato, che è un diritto dei cittadini.
 
Non sono errori linguistici le frasi come: “La tutela del patrimonio …verrà salvaguardata con la redazione di una nuova norma di legge. La norma tutela …la creazione di catasti quali nuovi strati informativi a tutela, tra l’altro, delle aree ed acquiferi carsici”. Non sono innocui giri di parole le frasi come: “…nel 2017 si perseguirà la valorizzazione delle produzioni tipiche di qualità del sistema agricolo e agroalimentare regionale puntando a rafforzare le iniziative più efficaci in grado di esaltare le eccellenze e i valori culturali espressi dal patrimonio agroalimentare regionale…” Eh no! Riproducono nel migliore dei casi una poca chiarezza nei proprio obiettivi, nel peggiore poco rispetto e poca voglia di sostenere un dibattito aperto.
 
Facciamo un ultimo esempio rispetto all’obiettivo 4.4. che riguarda la pianificazione territoriale: “Promuovere una nuova estetica del territorio regionale”. Estetica! Capiamo che siate affascinati dalla proposta di inserire la bellezza coma valore costituzionale, ma forse visto che si parla di consumo di suolo, sarebbe più concreto parlare di consumo di suolo zero, assetto del territorio, e contenimento della dispersione urbana. Non è accettabile leggere in un documento della Giunta regionale che “l’erosione dello spazio rurale avviene nella nostra regione più per abbandono dei terreni agricoli che per dispersione urbana”. Martignacco, Tricesimo, Tavagnacco, Pradamano, Cussignacco hanno eroso i terreni agricoli perché non li hanno sfalciati o perché su di essi si sono insediati centri commerciali e quartieri dormitorio? Nel documento si dice che è difficile calcolare le aree antropizzate da fotorilevazioni aeree. Si vuole veramente affermare che da una ortofoto è difficile distinguere un appezzamento di terreno da una casa?
 
Dopo tre anni di attività chiediamo quindi con forza a tutti  i rappresentanti delle altre forze politiche di impegnarsi a fondo per un obiettivo alto: impostare qui dentro, dentro il Consiglio regionale, un nuovo metodo di lavoro in grado di sopravvivere a questa legislatura. Tutti insieme dobbiamo prenderci l’impegno di migliorare sostanzialmente la qualità dei documenti prodotti da quest’Aula, da questi uffici. Documenti che possono costituire – davvero – la base per un dialogo aperto, onesto e concreto.
 
In assenza di questo impegno – come pare evidente negli obiettivi e nelle annunciazioni di questa legge di Assestamento del bilancio –  rimane per noi complicato e difficile dare fiducia a chi propone questi documenti sempre così imprecisi e frammentati nei finanziamenti e privi di una visione a lungo termine, di una progettualità, di una prospettiva di largo respiro. Ed è per queste ragioni che il nostro giudizio finale su questo importante provvedimento – di certo – non può essere favorevole.
 
 
 
 
 
Redazione

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