ALPINI: TRA POCO SI COMPRERA’ LA TESSERA DELL’ANA

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La politica dello struzzo NON è la Nostra, sia noto che se attaccati, contrattaccheremo. Contro tutto ciò che rappresenta vilipendio e offesa all’Onore ALPINO reagiremo furiosamente; tirati per i capelli poco o tanto depileremo gli avversari. Chiamati direttamente in causa, risponderemo sempre, perché NON siamo politicanti, perché la Nostra azione è materiata ed animata da pura spiritualità, perché siamo ALPINI” (L’Alpino, 1928).

copertina Dovatu Alpin amazon

Su QDP c’è una video-intervista dell’addetto stampa dell’Ana e direttore de L’Alpino, don Bruno Fasani al presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero.
A sentirli, lo scoutismo Agesci evoca maggior ardimento.

Ma spulciamo un po’ tra le loro biografie e vediamo chi sono questi due ‘alpinoni’ che dovrebbero reagire furiosamente contro tutto ciò che rappresenta vilipendio e offesa all’Onore ALPINO.

Il prete giornalista è un reduce… è reduce da un colossale sputtano mediatico: come portavoce della Curia di Verona ha recentemente fatto marchette politiche («Invito i cattolici a non votare la candidata leghista sponsorizzata dal vescovo») ed è stato pubblicamente sconfessato dal suo vescovo in diretta Tv: «Don Bruno, stai dicendo delle sciocchezze, non mi rappresenti».
Questo sacerdote è colui il quale ha trasformato il mensile L’Alpino in un bollettino parrocchiale per vecchietti con problemi di PSA alto e prossimi a posare lo zaino. Però, vi ha introdotto inserzioni pubblicitarie a pagamento: nottetempo, immagino i nostri Padri sul Monte Ortigara che si leggono le pubblicità e non posso proprio descrivervi cosa facciano con questi fogli, dopo due-tre anni di assalti e vita di trincea…

Veniamo al presidentissimo Favero, che è subentrato all’epuratore, il past-president Corrado Perona, famoso anche per i suoi viaggi in Australia, vuoi a visitare qualche sperduto gruppo alpino, vuoi a visitare la figlia che dimora nel lontano continente: Favero era il suo braccio armato, lo si è visto all’opera durante il processo Uboldi come comandante del plotone d’esecuzione… ops!.. l’Organo Disciplinare che ha radiato l’artigliere Mattia Uboldi, segretario della Sezione ANA di Udine.
Durante una fase del lungo processo (processo d’opinione, fondamentalmente per il reato di lesa maestà), nella sede di Milano, Favero fece questo giochetto: ascoltò Uboldi, ci bevve una bottiglia di vino e poi… “se l’inculò!”, ubbidendo alla pressante richiesta dell’allora presidente Perona che nemmeno si presentò. Tipico atteggiamento da politicante che pur di ascendere ad occupar poltrone farebbe affari col demonio.

Presentate sommariamente le due figure più rappresentative del vertice dell’ANA nazionale, ecco riassunti i concetti chiave dell’originale intervista di cui si accennava all’inizio.

 

“Il futuro degli Alpini?”

“Gli Amici degli Alpini”

“Riguardo alla sospensione del servizio militare..?”

“Non è necessario il ritorno alla leva, alla naja. Basta il servizio civile obbligatorio all’esame del governo.”

“Quali compiti per l’ANA?”

“Fare protezione civile, volontariato e guardare ai giovani con la nuova legge sul terzo settore, la ‘nuova leva’”

“Cosa l’ha sorpresa di più in questi due anni da presidente?”

“L’affetto degli Alpini e degli Amici degli alpini.”

 

Per chi non lo sapesse, gli Amici degli Alpini sono volontari aggregati all’Ana che però non hanno fatto il servizio militare nelle Truppe Alpine. Gente in gamba che spesso si fa in quattro per l’Associazione. Ma l’Associazione è d’Arma: il requisito fondamentale (servizio militare negli Alpini) manca ed il loro inserimento è un tampone (pareva temporaneo) per sopperire alla mancanza di forze giovani, conseguenza della naja sospesa dieci anni fa.

Riguardo all’affetto e ai sentimenti da Comunione e Liberazione… Tirati per i capelli poco o tanto, depileremo gli avversari. Chiamati direttamente in causa, risponderemo sempre”, intimavano i nostri Padri su L’Alpino del 1928.

 

Chi volete che depilino questi due presunti fari dell’alpinità?
Manca poco che mettano in vendita le tessere dell’Ana: tanto ormai, è tutto sagre, merchandising, pubblicità, fabbrica del consenso etc…
Già che ci siete: fatela gay-friendly, no? Vi ingraziereste una buona fetta della stampa…

Non riescono neanche ad accennare all’improcrastinabile necessità di riadottare la leva obbligatoria, impacciati come sono nei loro ragionamenti politici.
Non solo per l’Ana ma per l’Italia: ad esempio, il confine nord-orientale (Alpi!) è sguarnito, una groviera dalla quale filtrano ogni giorno gruppi di sbandati che diverranno masse.

Favero, siamo pronti in 300.000 a firmare una petizione! E tu?

 

Noi non faremo della politica. L’ANA non ha etichette. Ha soltanto un paio di mostrine. Ed i suoi soci, oltre le mostrine, hanno un paio di altre cose”.

 

Tommaso Botto

1 comment

  1. gianfranco malanca says:

    Feb 25, 2016

    Rispondi

    cari amici Alpini, mi sembra che nessun amico degli alpini tesserato,da lunga data (il sottoscritto da 9 anni) con il gruppo di Forni Avoltri) Carnica Tolmezzo, non ha mai avanzato richieste che non fossero “di diritto” vedi vs. statuto e sue variazioni, ma non ha mai potuto ottenere tali privilegi,in quanto troppo distante km.500 circa dal suo gruppo, ma sempre fedele nel ricordo di chi ne fa parte. . il nonno dell’8° Cividale,un altro nonno fante,pluri decorato,cavaliere di Vittorio Veneto,cugini caduti nel primo conflitto,sepolti nel Sacrario di Udine, sul Bernadia, tutti dell’8°alpini Cividale, mio padre delle Truppe di montagna GAF, Io sono un carrista,del 1° reg Bersaglieri. mi accontento di essere fiero di chi mi ha preceduto e che ha avuto l’onore di portare la penna su quel cappello,che, è vero che molti di Voi, pur avendo avuto la fortuna di aver fatto il proprio dovere nel Reg Alpini,lo snobba,ha dimenticato nel tempo ,quello che quel cappello rappresentava,ancora oggi x molti,anche se,unto,sporco,maltrattato ,dimenticato in qualche angolo della soffitta,non pensano che, chi non ha avuto la loro fortuna,lo vogliono,solo rispettare,ed eventualmente affiancare con orgoglio l’amico Alpino,naturalmente sempre con rispetto. Carissimi Alpini,Vi chiedo,vi esorto,togliete dalla naftalina il vs. copricapo e ridategli quell’importanza ,che da tanto tempo non riceve,il vs.Gen.Cantore ve ne sarà riconoscente. Con Alpinità..Gianfranco Malanca Gruppo Forni Avoltri Sez. Carnica Tolmezzo Ud

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