Alpini o Servizio Civile Universale? Quel che l’ANA non dice… è in un libro: “Dovatu Alpin?”

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Servizio militare di leva, naja, mini naja, boy-scout e super mini-naja o servizio civile universale: all’Adunata Alpini di Pordenone non s’è parlato d’altro, ne è uscito anche un libro ma Khomeini usa -male- il bavaglio (e lo speaker).

Copertina DOVATU ALPIN

Era una notte che pioveva e che tirava un forte vento, immaginatevi che grande tormento per un alpino che sta ad… ascoltar!

Dall’alto del minareto, il muezzin urla la preghiera del tramonto: “… e quei giornalisti che accusano che ci facciamo strumentalizzare, non pensano a quei cappelli vuoti, a quelle penne mozze, ai nostri caduti…”. Parole dello speaker, uno dei tre che hanno accompagnato la lunga sfilata delle Penne Nere all’87° Adunata Nazionale Alpini di Pordenone.
Parole trascinate con voce roca proprio al passaggio degli Alpini della Sezione di Udine, alle 19 circa di domenica 11 april , quegli stessi Alpini di Udine dai quali è partita ufficialmente la nota polemica alpina, oramai tre anni fa e conclusasi con una sospensione (il vicepresidente della sezione) ed una radiazione (consigliere e segretario della sezione).
Che siano di udine quei giornalisti? Uno, probabilmente, sì; e pensa proprio a “a quei cappelli vuoti, a quelle penne mozze, ai nostri caduti…” e a cosa penserebbero quegli Eroi di questa svendita al migliore o al primo offerente.
Quindi, la polemica non si placa, anzi.
Per tutta l’adunata il chiacchiericcio alpino è stato indirizzato, come dal 2005 ad oggi, al quesito irrisolto: senza naja che fine facciamo? Apriamo l’ANA agli amici degli amici, per far numero, o serenamente ci estinguiamo?

In mezzo a moltitudini di extracomunitari e furbi italiani che vendevano le più impensabili schifezze (collanine, elefantini, magliette con scritte oscene…), questo si chiedevano gli Alpini in queste belle giornate (sino al diluvio finale) a Pordenone.

Nessuno, però, ha risposto, dall’alto, se non con la censura, il bavaglio e l’utilitaristico allineamento alla politica renziana di un eventuale servizio civile, un polpettone dove ammassare boy-scout, assistenti sociali, protezione civile, nettezza urbana e chi più ne ha, più ne metta.
I nostri Padri, quelli dell’Ortigara, stan lì a guardare: era gente d’azione, quella, non avrebbero sicuramente perso tempo a parlare, la loro reazione sarebbe stata risoluta, cruenta, rapida…
E invece, sotto il diluvio, l’Alpinità migliore ha dovuto papparsi la velata paternale per interposta persona.
Che uomini, eh?
In numerose interviste poi, guai a toccare l’argomento: appena l’interlocutore X fiutava il pericolo di avvicinarsi al tema della naja, della mini-naja e degli apparentamenti politici, zac! … si svia la domanda, si manipola sapientemente la risposta, si cambia discorso, complice anche l’intervistatore, o per nulla avvezzo all’argomento o dichiaratmente “non ficcanaso”.

Eppure è successo qualcosa di sensazionale, impensabile due o tre anni fa: tra i primi a sfilare, con Cappello Alpino, una rappresentanza della Mini Naja.
Nel libro “Dovatu Alpin?” abbiamo proprio raccolto opinioni e documenti su questo tentativo di sostituire la naja alpina con una passeggiata “pei boschi”, la mini-naja prevista dal programma Pianeta Difesa, voluto -sicuramente in buona fede- dall’allora ministro Ignazio La Russa..
A Pordenone, uno di questi mini-najoni ci ha detto: “Io volevo fare la naja, come mio padre alpino, come mio nonno. Ho fatto tre settimane ad Aosta, alla Battisti (!), poi ho fatto domanda per fare il volontario e non mi hanno preso.”
Perché questi ragazzi non possono fare quello che tante generazioni prima di loro erano obbligate a fare?
Perché sfilano egualmente con il Cappello Alpino, pur avendo fatto unicamente un comodo brevissimo stage?

Vogliamo riprendere le centinaia di articoli nei quali, due o tre anni fa, i cari vertici dell’ANA volevano farci credere che mai, assolutamente, i mini-najoni avrebbero indossato il Cappello Alpino?

Documenti incontrovertibili e circostanziate inchieste su queste spinose, attuali, vitali tematiche, assieme alle testimonianze di alcuni dissidenti espulsi dall’ANA, sono raccolte in questo libro, pubblicato pochi giorni fa da Safarà Editore ma immediatamente censurato, senza nemmeno essere stato letto, dai vertici (o da un vertice solo) dell’ANA.
Un libro escluso, preventivamente, da uno spazio letterario dell’ANA ma acquistabile “nella libreria di fronte” oltreché su internet, ovviamente. E tanti se lo stanno leggendo, scoprendo proprio “quel che l’ANA non dice, sperperi, lettere al vetriolo e radiazioni all’ombra dell’estinzione”.

Sempre a Pordenone il presidente del Consiglio Mtteo Renzi, che non ha fatto il militare ma il boy-scout, ha fatto sapere di voler istituire la leva civile universale. Il presidente nazionale dell’ANA Sebatiano Favero pare favorevole: l’ennesima conferma che l’Associazione Alpini non sa più dove sbattere la testa per non estinguersi.

Eppure, la soluzione ci sarebbe: la naja è sospesa dal 2005, non è abrogata.
Riattivatela, almeno per il Corpo degli Alpini!
Benefici immediati: visite mediche a tutti imaschietti; disciplina che manca in Italia, non solo tra i giovani, come l’aria; rigore ed attività fisica per una generazione di rammolliti; truppe fresche e gratuite per interventi di “protezione civile”, come per il terremoto del Friuli del ’76; soldati, giovani e gratuiti, pronti ad ogni evenienza (cosa sta accedendo in Ucraina? Cosa sta salendo dall’Africa?)…

 

Dovatu Alpin?

Tommaso Botto

4 commenti

  1. damiano says:

    Mag 13, 2014

    Rispondi

    Buonasera,
    scrive un ragazzo figlio di alpino e che NON ha fatto la naja. Ho da sempre nutrito profonda ammirazione per il corpo degli alpini e l’idea di arruolarmi mi era venuta, tuttavia alle condizipni attuali sono felice di non averlo fatto, la vera NAJA generazionale è scomparsa.
    NON ho soluzioni figuriamoci.. ma voglio esprimere delle mie considerazioni.

    1. Bene che alpini e ANA si siano accorti del problema. Si dovevano svegliare 10 anni prima.
    2. La Naja è molto diversa dal vfp1. Il vfp1 è ad OGGI una vera e propria scelta lavorativa che coinvolge pochissimi ragazzi rispetto la naja. Questi ragazzi NON sono specchio di una generazione, spesso scappano da precarietá e hanno titoli di studio pure più bassi della media. Il vfp1d’altra parte non è una esperienza o una avventura formativa generale, è l’inizio di un percorso professionale preciso e mirato!
    3. L’ANA ha funzionato bene poichè rappresenta generazioni intere, con tutte le loro sfumature. Inoltre c’era un fortissimo legame di territorialitá (nord-ovest /trentino/ nord-est) e non bisogna sottovalutare questo aspetto.
    4. Chiedere la riattivazione della naja è anacronistico (purtroppo): tutti gli stati esteri l’hanno abolita, c’è crisi e i soldati attualmente in servizio mai si farebbero licenziare, quindi in linea teorica si dovrebbe investire soldi che non esistono..

    Che soluzione ho io per l’ANA?
    Risposta ideale: naja di 6 mesi per i giovani del nord. Tutti!
    Risposta realistica: l’ANA deve farsi inglobare dalla PROTEZIONE CIVILE , una fusione nel nord Italia. Non subito ma entro i prossimi 10-15 anni si. Sarebbe triste veder scomparire sempre più penne nere ai raduni.. e quando parlo di penne nere parlo di quelle del periodo Naja. È troppo profonda la differenza tra un militare di professione e un alpino ANA.. forse ce ne è meno tra un civile che si occupa di volontariato e un alpino ANA. Ecco da che considerazioni ho ricavato la mia risposta.

  2. Vignetta Veneta says:

    Mag 13, 2014

    Rispondi

    la domanda è prima di tutto:
    cosa è e dovrá essere l’ANA?
    A) Associazione militare Alpini
    B) Associazione di ex alpini nel periodo naja

    la differenza non è affatto sottile, da ciò ne deriveranno i cambiamenti di organico futuri: di stile e numero.

    La SITUAZIONE è PARADOSSALE (premetto che non so cosa sia più conveniente per l’associazione) POICHÈ:

    Se ANA mantiene gli stessi criteri di selezione dei membri: si ridurrá nei numeri, ma sicuramente cambierá anche nelle finalitá tradizionali del gruppo!

    Se ANA si apre ai civili: vi sará un cambiamento molto più repentino dei membri, i numeri saranno mantenuti e si potrá mantenere certe finalitá tradizionali del gruppo.

  3. Vignetta Veneta says:

    Mag 13, 2014

    Rispondi

    CONCLUDENDO:
    bisogna capire se si vuole PRESERVARE
    il fine: gruppo di persone dedite al volontariato specchio di un territorio
    oppure il mezzo: militari di professione (non più ex di naja)

  4. EmmeU says:

    Mag 13, 2014

    Rispondi

    Bravo Direttore. Parole sante!

    EmmeU

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