ALPINI, NON FATEVI FREGARE: CHI VIVE PREGANDO, MUORE CAGANDO

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Alpini o chierichetti?

Sulla polemica “preghiera degli Alpini”, saggezza vorrebbe stemperare gli animi, osservando il proverbio, mai più azzeccato, “Scherza coi fanti e lascia stare i santi”.

ana apolitica

Cari Alpini, vi stanno buttando fumo negli occhi. State molto attenti, non ve ne accorgete ma vi state facendo strumentalizzare nuovamente dalla politica: siete un bel bacino di voti, tutti vi vogliono bene, nell’urna! Il Pd come la Lega

Ricordate i nostri Padri sul tema della “virile apoliticità”: “…l’apoliticità non è concepita da noi sotto l’aspetto di quell’atto chirurgico che si usa fra i seguaci di Allah. La politica dello struzzo non è la nostra. Sia noto che attaccati, contrattaccheremo. Contro tutto ciò che rappresenta offesa all’onore alpino reagiremo furiosamente. Tirati per i capelli poco o tanto, depileremo gli avversari. Chiamati direttamente in causa, risponderemo sempre. E con ciò crediamo di aver ben definita quella che sarà la nostra “virile apoliticità”. Noi non faremo della politica.
L’ANA non ha etichette. Ha soltanto un paio di mostrine. Ed i suoi soci, oltre le mostrine, hanno un paio di altre cose. Perché come combattenti che hanno fatto la guerra, sentiamo imperioso il dovere ed il diritto di difendere fino all’estremo l’opera nostra. Noi imponiamo rispetto, dunque. E vogliamo essere rispettati. Perché non siamo politicanti. Perché la nostra azione è materiata da pura spiritualità
. Perché siamo alpini.”

Perché l’Ana non è un partito politico, non è la Caritas come molti gruppi la intendono, non è catechismo come il direttore de l’Alpino propaganda (è un prete!), non è il Terzo Settore come il presidente nazionale Favero va a sottoscrivere con i politicanti del momento.

L’Ana è un’associazione d’arma, per Dio!

Destinata ad estinguersi perché non c’è più la naja e, ricordatevelo, quei quattro politici ai quali state andando dietro, tramite i loro media, non hanno nemmeno fatto la naja!

State attenti, state attenti!

02 ANA

Qualche aneddoto vi spiegherà queste valutazioni su un terreno di combattimento pericolosissimo.

Durante la SMAlp, 18 anni fa, mi toccò recitare, da qualche parte sul gruppo del Bianco, la preghiera dell’Alpino.
Dico “mi toccò” perché non credo in nessuna verità rivelata pur credendo in un Dio Creatore: infatti, come altri soldati, crocettai (!) “nessuna religione” sul modulo specifico agli inizi della mia naja.
Il mio capitano, acuto bestemmiatore, lo sapeva e me la affibbiava spesso per sopprimere la mia giovanile esuberanza, diciamo così …

Torniamo sul Bianco: nella strofa incriminata “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera”,” la nostra millenaria civiltà cristiana” non c’era.
Ora apprendo che è stata ‘tolta quarant’anni fa. Per cui, tutte ‘ste polemiche sulla scia del salvinismo, sono fuori luogo.
Ricordo (ce l’ho scritto) la dicitura:“rendici forte a difesa della nostra Patria, e della nostra Bandiera” e l’amena preghiera terminava, mi pare, con un “… Tu benedici e proteggi i nostri Battaglioni e le nostre compagnie”.

Non rimembro riferimenti né a “ la nostra millenaria civiltà cristiana”, né a Madonne, né a madri di Dio.
Non penso che sia stata rimossa nel 1972 per questioni di pacifismo ad oltranza.
Deduco che questo ‘taglio’ venne fatto perché non tutti gli Alpini sono cristiani cattolici credenti (io ad esempio, anche Ufficiale) e lo Stato dovrebbe essere in qualche modo laico, vedi l’insegnamento della religione cattolica che non è più obbligatorio nei curricula scolastici (ANDREBBE ESTIRPATA).
E qui mi tocca farvi cadere due pseudo-miti.
L’alpiere (quelli che arrampicano e sciano, per farci capire…) più abile che avevo ai miei comandi era siciliano, di Zafferana Etnea (Ct). Un DNA certamente non padano. Spiace per i salvinisti…
Quello invece più tenace, resistente e ardito… era (è) ebreo: un normalissimo italiano di religione ebraica.
Pensate quanto potrebbe dar fastidio prestare servizio per lo Stato, sentendosi obbligati a glorificare, con una preghiera, anche se bella, un credo religioso che non è il proprio.
Adesso, cari Alpini, ve la cantano con il presunto ossequio a immigrati e musulmani.
Ma, gli Alpini sono Italiani e non tutti gli Italiani sono cristiani cattolici: guardatevi alcuni cimiteri di guerra e, rendendo omaggio ad ogni singolo Caduto, noterete che non tutte le lapidi hanno i segni cristiani.
Che? Non sono (erano) Alpini questi Caduti?

L’Ana ha adottato la preghiera con la dizione “civiltà cristiana” e la libretta specifica che è ad uso interno: è una scelta chiaramente politica che disprezza (si, disprezza) gli Alpini, i Caduti di altre o di nessuna religione.
Questa è la verità.
E se alle cerimonie a ricordo dei Caduti, scatta la preghiera dell’Alpino, beh, una versione laica sarebbe più consona.

E se ‘sta preghiera, pare, è stata riadottata recentemente dall’Ordinario Militare, è evidente che è un’ altra scelta politica, fatta dalla Curia che, come l’Ana, vede davanti a se, inesorabilmente, la sua estinzione.

Politica a parte, mio nonno, ufficiale d’artiglieria alpina durante la Seconda Guerra Mondiale, soleva strigliarmi con queste parole, per allontanarmi da impervi terreni di filosofie politico-religiose: “Chi vive pregando, muore cagando!”.
E vi assicuro che il nonno, ne aveva depilati parecchi di avversari.

Ora sta a voi (noi) Alpini, comprendere chi siano i nostri veri avversari, per depilarli, furiosamente.

 

Tommaso Botto

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