#Alpini a lutto: il Generale Valditara è “andato avanti”

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Le esequie sono previste con tutti gli onori militari per sabato 25/10, a Udine, presso il Tempio Ossario, ore 10:30.

ONORI PER UN GRANDE SOLDATO

Il Gen. C.A. Lorenzo Valditara, Comandante le TT.AA. (1978-1981)

Il Gen. C.A. Lorenzo Valditara, Comandante le TT.AA. (1978-1981)

La notte scorsa si è spento nella sua casa di Udine un Reduce, un amico, molto caro a chi scrive.

L’Artigliere Alpino Lorenzo Valditara è stato una grande Soldato e un grande Reduce.

Nato a Novara nel 1921, fece in tempo a partecipare da S. Tenente in SPE alla Campagna di Russia nelle fila della 32^ Batteria del Gr. “Bergamo”, 2° Rgt. Artiglieria Alpina, appartenente alla gloriosa Divisione “Tridentina”.

Con la buia data dell’ 8 settembre 1943, preso prigioniero dai tedeschi, fu tradotto in Germania e liberato nel 1945.

Rientrato in Italia contribuirà alla ricostruzione del rinnovato Esercito Italiano, risalendone i gradi fino a ricoprire incarichi prestigiosissimi, come quello di Comandante delle Truppe Alpine (1978-1981) e quello di Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri (1981-1984).

Protagonista per ruolo in anni bui, guidò la Benemerita in frangenti decisivi, come quelli riguardanti l’annientamento delle Brigate Rosse.

Il Generale non era certo un santo – questo lo sapeva bene -, ma uno di quei personaggi duri e spinosi, ricoperti da una corazza simile a quella delle corazzate della Classe “Littorio”. Simile proprio perché le paratie di dette mitiche navi da guerra, nonostante i loro 30 cm di acciaio rinforzato, non raggiungevano certo la tempra di quelle di un uomo che <<incuteva timore>>, forgiato dall’inquadramento di superiori passati nella leggenda, come i generali Meozzi e Gallarotti (furono i suoi comandanti durante gli anni della guerra).

Uomo senza peli sulla lingua, Valditara si è rivelato ostico a molti. Però, posso dire che fu duro con gli altri molto meno di come lo fu con se stesso. Inoltre, dietro quella corazza di cui si era ammantato c’era una persona dall’animo profondo, che amava disegnare, leggere e detestava essere osannato.

Un giorno mi confidò una cosa che la dice lunga sulla sua reale semplicità. <<Sa, Uboldi, perché una volta smessi i panni da Comandante Generale dell’ Arma decisi di trasferirmi a Udine e non rimasi a Roma?>>…<<…non immagina quante telefonate ricevetti una volta nominato a quel ruolo da finti amici in cerca di piaceri, “amici” che non si fecero più sentire appena fui congedato. Io e mia moglie allora fummo in completo accordo di tornare a Udine, dai pochi affetti veri, che nel medesimo periodo per rispetto non ci contattarono mai per chiedere favori.>>

Lorenzo Valditara è sempre stato un leone, anche nel combattere la malattia che lo ha costretto in sedia a rotelle, rendendogli sempre più difficile un uso spigliato della parola. Nel trattare la sua condizione usava molta autoironia e una volta mi regalò l’ennesima perla di una persona che ne ha passate tante: <<…sa, da giovane ero convinto che se fossi stato colpito da un male incurabile avrei preferito morire. Ora che son vecchio e il male mi tormenta, devo ammettere che sono felice per ogni giorno in più che il “Principale” lassù mi concede.>>

Negli ultimi anni, comunque, il suo cruccio è sempre stato il medesimo: i Caduti! Non poteva fare altro che pensare a coloro i quali vide personalmente morire per la Patria. Erano la sua ossessione e non mancava mai di sottolineare che lui in guerra non aveva fatto nulla di eccezionale (e pensare che fu decorato di M.B.V.M. e promosso per meriti di guerra!) e che ben altri furono gli eroi.

In tutta la sua carriera non uscì mai dalle righe, ligio al dovere e al rispetto delle Istituzioni e ora è “andato avanti” per ricongiungersi <<ai giganti>> del “Bergamo”, ai suoi antichi superiori, ai suoi innumerevoli subordinati, alla sua amata moglie, Marika Sala.

Ieri la giornata è stata splendida, tersa, regalando uno spettacolo di azzurro e monti che in questo pazzo anno ci si è potuti ben sognare. Come se le vette avessero deciso di tributare al Soldato prossimo alla partenza un ultimo inchino di reverenza. E con esse anche le stelle scorsa notte si son fatte vedere, per accompagnarlo lungo la via del Paradiso di Cantore. Oggi il cielo si è presentato più grigio e l’aria più fredda: il mondo ha perso un’ennesima fiamma da cui trarre esempio; con un Reduce in meno ci siamo risvegliati tutti più piccoli; con un Reduce in meno la Storia è sempre più vicina ad archiviare nelle pagine dei libri un’epoca gloriosa, da cui sembra che la società odierna non abbia saputo imparare nulla!

Le esequie sono previste con tutti gli onori militari del caso per sabato 25/10, a Udine, presso il Tempio Ossario, ore 10:30.

Con questo pezzo dico arrivederci a un tardivo amico, con la consapevolezza che quando ci si rivedrà mi riserverà uno dei suoi leggendari “cazziatoni”: mi ha sempre vietato di scrivere su di lui in termini lusinghieri, ma questa volta – come in diverse occasioni della mia vita- mi voto all’ennesima insubordinazione.

“Mandi” “Comandante”!

 

Artigliere Alpino Mattia Uboldi

 

 

Redazione

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