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#AGENDADIGITALE E #ISEE: IL PASTICCIO DELL’ITALIA DI RENZI
13 Gennaio 2016 Inchieste
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Un Governo dovrebbe saper prevedere determinati tempi tecnici, soprattutto riguardo a pratiche e procedure che esso stesso va ad instaurare (e a complicare).
Dopo lo stallo iniziale dell’anno scorso, quando i Caf rimasero bloccati per un paio di mesi per l’enorme aggravio burocratico scaturente dal cervellotico ISEE 2015 (del quale purtroppo non si può fare a meno, pena la decadenza di qualsiasi beneficio legato al welfare per le famiglie), si scopre che anche con l’ISEE 2016 si presentano magagne e ritardi che avrebbero potuto essere ovviati con un minimo di proverbiale sale in zucca.

RENZI
I Caf infatti stanno ricevendo numerose disdette d’appuntamento per la compilazione dell’ISEE 2016.
Motivo?
Il fatto che Poste e Banche non siano ancora in grado di fornire gli estratti conto aggiornati al 31.12.2015, i relativi numeri creditori per il calcolo della giacenza media sul conto (una bastonata alla proverbiale risparmiosità degli Italiani, criterio patrimoniale al quale in tanti furbi ovviano tenendosi i contanti in casa) e, parimenti, il calcolo degli interessi sui libretti al portatore.
Se ne riparlerà da Febbraio: pare assurdo, infatti, nell’epoca digitale, ma gli elaboratori centrali di Poste e banche, per allinearsi all’anno nuovo e conteggiare questo cospicuo volume di dati, necessitano di tre settimane come minimo.
La motivazione di questo ritardo starebbe ne fatto che gli istituti di credito devono comunicare questi dati, prima di fornirli ai clienti, alla Banca d’Italia, quindi al Governo stesso.
A costo di ripeterci, riproponiamo la solita riflessione: ma se tu Governo Italiano sei già in possesso di tutti questi dati, perché ce li chiedi di nuovo per tramite di un Caf e quindi dell’Inps?

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