Affaire Pramollo: già iniziato il taglio degli alberi, col silenzio-assenso

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Pian piano, senza clamore, già da qualche mese è iniziato il taglio degli alberi per la costruzione della cabinovia che dovrebbe collegare Pontebba (appena 569 mslm) al comprensorio sciistico austriaco di Nassfeld Pramollo (a 1.900 metri circa sul livello del mare).

taglio tratten pontebba 2013

La zona di Malga Tratten, ad esempio, è già stata totalmente disboscata da personale austriaco la scorsa primavera: ufficialmente, secondo il Sindaco di Pontebba, la senatrice, renziana della prima ora, Isabella De Monte, si tratta d’un taglio indipendente dall’enorme progetto da 80 milioni di euro, una normale attività di disboscamento operata dal consorzio vicinale di Pontebba Nova.

Casualmente, i punti della foresta disboscati coincidono con il passaggio dell’impianto sciatorio che ha ottenuto, a fine estate, il placet della presidente regionale, anch’ella renziana ma non della prima ora, Debora Serracchiani.
A parte la coincidenza topografica e quella politica (Serracchiani è divenuta responsabile delle infrastrutture del Partito Democratico di Matteo Renzi), il documento di sintesi che ha accompagnato nel suo iter d’approvazione il progetto preliminare -che prevede un esborso pubblico di 49,5 milioni di euro, a carico dei cittadini della regione Friuli Venezia Giulia-, presenta il conto approssimativo degli alberi che andranno abbattuti: all’incirca 2.800.
Conto che, incredibile coincidenza, non è stato vagliato ufficialmente dalla Sovrintendenza che, invitata alle riunioni preliminari della Conferenza dei Servizi, non si è presentata.
Mah, una sorta di silenzio-assenso?

2.800 maestosi abeti: una bella fetta di foresta, definita nello stringato documento, “di basso valore”, composto da faggete, peccete (ossia ‘abete rosso’) e piceo-faggeti.
Ora, notando la predatoria evoluzione dell’affaire Pramollo negli ultimi mesi, con lo spauracchio del crack di Hypo Bank dietro l’angolo, deduciamo che “di basso valore” significhi “legname non particolarmente pregiato” per il mercato, stante anche la fase recessiva dello specifico comparto. Peccato, i carinziani avrebbero potuto guadagnare un po’ anche qui…

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Tommaso Botto

3 commenti

  1. BAMBA says:

    Dic 19, 2013

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    Transitano per Cipro i soldi russi di Pramollo

    Si incomincia a sapere qualcosa di più sull’hotel “Wulfenia” di Pramollo, versante austriaco, finito in mani russe. In realtà la società che ha perfezionato l’acquisto non è russa, ma italo-cipriota. Si chiama “Dardaneex Hotelbetriebsgesellschaft”. Sarà italo-cipriota quanto si vuole, ma il nome è tedesco (Hotelbegriebsgesellschaft significa “società di gestione alberghiera”) e il capitale è russo. Di cipriota, probabilmente, è soltanto la sede legale della società, essendo l’isola un noto porto di approdo per operazioni che richiedono riserbo e protezione dalle intrusioni del fisco (la tangente da 9 milioni di euro incassata dall’ex ministro delle finanze Karl-Heinz Grasser e dai suoi due sodali erano transitate proprio per quest’isola, prima di finire nei conti cifrati del Liechtenstein).

    A quanto si è potuto apprendere, il “Wulfenia” – probabilmente il più prestigioso albergo del polo sciistico carinziano – è stato comprato per 5,3 milioni di euro. Ma è da escludere che tutti questi soldi siano finiti nelle tasche di Arnold Pucher junior, che lo aveva ricevuto dal padre, il pioniere di Nassfeld, ora “pensionato” e impegnato soltanto nella gestione della società degli impianti di risalita. Pucher junior era indebitato con le banche (o con una sola banca: Hypo Alpe Adria) per 4,1 milioni. La vendita per lui era diventata una necessità, perché l’alternativa sarebbe stato il fallimento.

    Nell’ambiente di Nassfeld l’uscita di scena di Pucher è vista con sollievo, perché il timore era di veder trasformato l’hotel in un condominio, come quelli che hanno distrutto il paesaggio di Sella Nevea o di Piancavallo. Arnold Pucher junior è un cuoco di eccellenza, incoronato con due stelle dalla guida Michelin e addirittura con tre cappelli da cuoco dalla guida Gault Milleau, ma con poca voglia di fare l’albergatore. Da anni ormai il “Wulfenia” rimaneva chiuso durante tutta l’estate, con danno d’immagine: per una località turistica non c’è niente di peggio che vedere una struttura ricettiva con porte e finestre sbarrate, specie se si tratta della struttura più importante e prestigiosa. Certo, gli operatori di Nassfeld avrebbero preferito che l’acquirente fosse un carinziano. Pucher ha riferito di aver ricevuto offerte anche da investitori della zona, ma a prezzi stracciati. Soltanto il russo si sarebbe dichiarato pronto a offrire di più.

    Anche se il nuovo proprietario, come avevamo riferito qualche giorno fa, “viene dal freddo”, la gestione dell’albergo almeno inizialmente sarà affidata a Corrado Bearzotti, di Pontebba, già proprietario del “Gallo forcello”, uno dei due hotel sul versante italiano di Passo Pramollo. Anzi, il “Gallo Forcello” fu il primo a sorgere in zona nel 1958, quindi addirittura prima del Wulfenia di Pucher, quando il polo sciistico doveva ancora nascere. È una struttura alberghiera a 3 stelle, con 130 posti letto e servizio di ristorante.

    Il “Wulfenia” dei Pucher, invece, è a un altro livello. Era un hotel a 4 stelle e la nuova proprietà vorrebbe farne una location di lusso, a 5 stelle. L’albergo riaprirà i battenti il 21 dicembre, nell’assetto che già aveva in passato. Manca il tempo per ristrutturarlo e anche il personale sarà reclutato in gran parte tra gli ex dipendenti. I lavori di rinnovo saranno concentrati nei mesi di chiusura dopo la fine della stagione invernale e prima dell’inizio di quella estiva. Dovrebbero esservi investiti parecchi milioni per portare la capacità ricettiva da 120 a 200 posti letto. Tre milioni saranno investiti soltanto nell’area wellness.

  2. Wolfgang says:

    Dic 20, 2013

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    E i Verdi, il WWF, dove sono? E’ vero, è inverno, sono cadute le foglie è meglio al calduccio del caminetto, ma mica tutti gli alberi sono a foglia caduca?

  3. DOPO I RUSSI GLI INDIANI says:

    Dic 21, 2013

    Rispondi

    Giovedì è stato raggiunto il “closing” nel processo di vendita della controllata austriaca avviato il 31 maggio e ora la sua strada si separa definitivamente da quella della casa madre Hypo Group. È il regalo sotto l’albero di Natale, che consente ai dipendenti austriaci, solo a loro, di sperare in un destino migliore.

    L’acquirente è una società britannica, che fa capo a una famiglia indiana attiva nel campo finanziario e imprenditoriale sia nel Paese di origine, sia a Londra. E da Londra arriva Sanjeev Kanoria, 50 anni, armato di competenze nel campo finanziario, ma anche valente chirurgo, a capo di una clinica indiana specializzata nei trapianti di fegato.

    La notizia del “closing” è stata data da Hypo Group, con una nota ufficiale. «Hypo Alpe-Adria Bank International Ag e Anadi Financial Holdings Pte. Ltd (è il nome della società che fa capo alla famiglia Kanoria) hanno concluso la vendita dell’intero pacchetto azionario di Hypo Alpe-Adria Bank Ag (la controllata austriaca di Hypo Group). Il closing di oggi segue l’annuncio del 31 maggio 2013, che Hypo Alpe-Adria Bank International Ag e Anadi Financial Holdings Pte. Ltd hanno sottoscritto un contratto di vendita di tutte le azioni di Hypo Alpe Adria Bank Ag ed è conforme alla decisione di aiuto della Commissione europea del 3 settembre. Azionista unico di Hypo Alpe-Adria Bank Ag è d’ora in poi Anadi Financial Holdings Pte. Ltd».

    Kanoria ha lasciato intendere che non lascerà le cose come stanno. A cominciare dal nome, che sarà cambiato. E la nuova proprietà esprime la sua strategia: conservare alla banca il suo carattere regionale, ma al tempo stesso farne uno strumento per favorire le relazioni commerciali tra l’India e l’Austria (e indirettamente l’Europa). Il titolo usato dalla “Kleine Zeitung” per dare la notizia indica infatti questa prospettiva: “Hypo diventa la testa di ponte tra l’Ue e l’India”.

    Difficile anticipare i passi che Kanoria intende compiere, ma qualche segnale c’è già. Hypo Austria è presente attualmente in Carinzia, con due soli filiali esterne, a Vienna e a Salisburgo. È probabile che la sede viennese sia potenziata, proprio per il suo ruolo di ponte, mentre sia ridimensionata (riduzione di sportelli e personale) la presenza carinziana. È soltanto un’ipotesi, mentre per ora la sola certezza è la nomina del nuovo direttore generale: Martin Czurda, 54 anni.

    Nuovo direttore anche per Hypo Group, che lo ha scelto al suo interno: è Alexander Picker, 51 anni, salisburghese, fino a ieri responsabile della controllata in Bosnia ed esperto del settore bancario nell’Est Europa. (m.d.b.)

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