ACQUISTARE LEGNA DA ARDERE: I CONSIGLI DELL'ESPERTO

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PARTE PRIMA: RAPPORTO PREZZO- FREGATURA

La fonte energetica più antica è sempre più attuale. I trucchi dei venditori meno onesti.
Diffidare dei prezzi troppo bassi (almeno 13 € al quintale).

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Il mercato del legno da riscaldamento è sempre stato, al contempo, povero e ladro.
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Il commerciante ha sempre avuto margini risicati, rispetto a quello che è il prezzo di costo della materia prima e sta alla sua onestà e voglia di rimboccarsi le maniche l’esito di una transazione pulita rispetto alla clientela (meno lavora in prima persona e più difficile è che si comporti bene- dal conto vanno esclusi i grossisti che rispondono ad altre regole-).

Molte sono le leggende narrate nelle patrie osterie che parlano di come chi venda legnami bagni la produzione per imbrogliare il peso; spacci materiale “moro in piedi”- dato per acquistato a minor costo dal narrante di turno- per sano; manometta bollette a scapito del committente per fare sparire dal carico un congruo numero di quintali.

Si sa che le leggende hanno sempre un fondo di verità e nello specifico ciò che si basa su fatti oggettivi è solo l’ultima ipotesi.
Ora, certamente, qualcuno eccepirà che ha visto con i suoi occhi impianti di irrigazione in azione su intere cataste di tronchi. Ebbene, costoro forse non sanno che ciò riguarda le segherie che operano nel settore delle lavorazioni del mobile o dell’edilizia: le stanghe vergini vanno bagnate per motivi di produzione, pena la perdita del materiale.
Già, signori,
e se si secca può andare benissimo destinato alla stufa, con danno economico incredibile di chi non ha fatto a tempo a squadrarlo. Da qui il fatto di tenerlo umido al fine di poter allungare artificialmente i tempi di deposito.

Nel caso della legna da ardere, il “trucco” è sempre stato nella manomissione del peso.
Manomissione che è tanto più certa, quanto più è basso il prezzo di vendita del materiale.

Quanto deve costare, allora, per essere certi di un riscontro corretto?
Stando ai parametri dell’Ufficio delle Entrate, che prevedono un ricarico del 55% rispetto all’ acquisto, ovvero, mediamente, € 85,00/ Ton più I.V.A., per il pubblico il costo al minuto del legname si dovrebbe aggirare attorno a € 150,00/ Ton, pena la non congruità dell’azienda stessa nella dichiarazione dei redditi.
Ciò, va detto, vale per le realtà che segano e spaccano autonomamente il materiale.
Chi non ha produzione, ovvero ha solo un camioncino per le consegne, non riuscirebbe mai a proporsi nei termini appena presentati.

Il problema, però, risulta proprio essere il “commerciante” che ha solo il camioncino: va a comprare il legname lavorato dai grossisti al prezzo previsto per la vendita al minuto (questi ultimi sanno benissimo che, nello specifico, possono dettare le regole del gioco con grande profitto personale: <<…non vuoi lavorarti il legname? Paghi! Per il resto, arrangiati.>>, questo è il ragionamento di fondo) e lo propone a costi addirittura inferiori per riuscire ad abbindolare il cliente: dagli € 10,00 agli € 12,50 al quintale.

La gente, che va sempre in fiducia, al 99% ci casca alla grande e, convinta di “fare l’affare”, si fa “mettere sul groppone una barca di quintali” incredibile. Il caso più eclatante di cui sono a conoscenza si traduce nell’aver fatto corrispondere a 06 cubi di materiale sciolto un peso di 74 quintali a fronte di un dato reale di un massimo di 35 c.ca..

Il cliente che si fa abbindolare in questo modo, per la foga di dimostrare di saper fare gli affari meglio degli altri, contribuisce a porre in crisi i commercianti onesti che si accontentano del margine che riescono a ritagliarsi.
Questi soggetti, si ritrovano loro malgrado, al fine di reggere la concorrenza sleale dei furbastri sopra descritti, ad abbassare il prezzo fino a € 13,00 al quintale (questa soglia non può essere superata, pena l’adeguamento del peso dichiarato a cifre più compatibili al guadagno), cosa che comporta loro non pochi problemi con il fisco.
Così facendo e puntando molto su una grande qualità di servizio, riescono a galleggiare tra mille difficoltà.

Stando anche a quest’ultima realtà, quindi, per essere ragionevolmente sicuri della correttezza del commerciante, va verificato prima il prezzo, almeno 13,00/ 14,00 € al quintale, poi se il medesimo ha produzione propria e quanti dipendenti vanta.

Quest’ultimo punto è molto importante. Se la realtà produttiva contattata ha più stipendiati e palesi investimenti da pagare, non può mantenere un prezzo basso. Più operatori sono a suo carico e più recente è la sua attrezzatura, meno il conto può tornare, statene certi, anche a fronte di grandi fatturati.

Quelli descritti sono i fondamentali da sapere per l’acquisto di materiale sfuso segato e spaccato e per “sfuso” intendo non palettizzato.

Volete saperne di più su legname in bancale, stagionature, consorzi ed affini? Certamente, ma alla prossima puntata.

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EmmeU

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Redazione

21 commenti

  1. […] PARTE SECONDA:IL LEGNO SE NE FREGA DI INTERNET! (Segue da RAPPORTO PREZZO_FREGATURA) […]

  2. Massimo Rossi says:

    Nov 21, 2011

    Rispondi

    Mi servirebbe sapere se possibile se in Italia vi e’ un mercato della legna da ardere, riferito hai ritagli di segheria, e di lavorazione di falegnameria, mi riferisco soprattutto a Rovere, Faggio, Acacia, Betulla, Abete, Larice.
    Quale potrebbe essere il costo di questa materia, gia imbancalata e tagliata a 50 cm. Ne avremmo una gran quantita e vorremmo poterla vendere in Italia.
    Attenderei gradita una vostra risposta da esperti.
    Cordiali Saluti
    Massimo Rossi

  3. […] amico Massimo Rossi, ci pone, in materia di commercio del legname, un quesito specifico che non posso eludere, giacché […]

  4. Anonimo says:

    Mag 10, 2012

    Rispondi

    anonimo con esperienza 65 sulla legna pero 0 compiuter se uno e onesto non ci rimane nulla da mangiare pero soddisfazione nel suo lavoro pulito dentro contento anche con qualche debito e tanta fatica materale nelle ossa ciao

  5. anonimo 65 says:

    Giu 11, 2012

    Rispondi

    la legna si vende tutta dipende dal costo. i ritagli di segheria si vendono pero ad un prezzo basso. la manodopera incide nel prezzo che forse non conviene comprare uno scarto.dipende anche dalla distanza daposto di origine da quello di utilizzo trsporto ciao

  6. tano says:

    Lug 16, 2012

    Rispondi

    Buona sera . Per dare una conferma , un commerciante mi porta 12000kg di legna, pago ed a seguito di rottura di un tubo di alta pressione del gasolio rimane in panne. dopo averlo convinto lo porto in una autofficina di tutto rispetto di un mio amico .Percorro circa 70 km per reperire il tubo rotto , mezza giornata a disposizione costo di 20 euro per la riparazione ( amichevole )più circa 22 euro per il tubo totale circa 42 euro .Lui stesso rimane meravigliato tanto da dirmi che nella sua officina di fiducia avrebbe pagato dai 400 ai 500 euro oltre il tempo necessario. Voleva pagarmi il disturbo ma essendo di animo buono rifiuto . Mi promette che il prossimo carico mi avrebbe portato radice di ulivo.Ordino il carico circa 6000 kg fatico a convincerlo per le promesse radici di ulivo, scarica , le faccio notare che sta scaricando acqua la risposta e’ causa del temporale inoltre le faccio notare che mi sembrano di meno .Certo sono la metta’, avrebbero occupato metta’ piazzale. Comunque sempre per quell’animo buono pago quello che mi dice . Sul talloncino esiste la pesata e la tara sritta a penna.Essendo testardo mi faccio tutte le pesate ( sento ancora male alla spalla ) risultato 1820kg in meno .Ordinero’ altra legna ma mi cambiero’ d’abito .CHE ONESTA’

  7. ales says:

    Dic 30, 2012

    Rispondi

    la legna molti e i più onesti la tagliano non al momento ma da almeno 6 mesi prima e li stoccamo nei capannoni e altri lafanno arrivare sotto cellophane da 6 mesi ma la tagliano al momento quindi pesa di più x ovvia percentuale d acqua e fanno i furbetti

  8. un boscaiolo says:

    Gen 4, 2013

    Rispondi

    come vedo funziona allo stesso modo in tutta Italia!
    il problema è che il consumatore vorrebbe la miglior qualità al minor prezzo, ma questa combinazione è impossibile! per avere qualità alta senza imbroglio si dovrebbe essere disposti a pagare il corretto prezzo di mercato, cioè almeno 14 € al quintale.
    il problema è che nella mischia c’è sempre chi fa il furbo, e fino ad ora non è esistito un vero “prezzo di mercato” adeguato “imposto”, come il prezzo del caffè…
    dicono che l’unione fa la forza! speriamo di sensibilizzare produttori e consumatori…

  9. giuseppe says:

    Dic 30, 2013

    Rispondi

    salve, volevo sapere se la legna di platano,rubinia delle zona industriale di Fusina(vicino Venezia) può essere utizzata per il riscaldamento domestico( caminetto, stufa …).Visto che gli alberi assorbono pm10 e altre sostanze inquinanti,volevo essere sicuro di non sbagliare acquisto…. grazie

    • Giuseppe Cavallin says:

      Dic 30, 2013

      Rispondi

      Scusi se le chiedo, ma quali sono e autorità da interpellare in questo caso? Il pm 10 non viene rilasciato, con la combustione nell’ ambiente domestico sotto forma di calore e quindi nocivo ?

  10. anna says:

    Gen 11, 2014

    Rispondi

    ho notato che ci fregano sul peso- come facciamo a verificarlo? dicono che sono 40 ql. ed invece non arriviamo a fine inverno- ci dovrebbero essere piu controlli . se poi pensiamo che è tutto lavoro e guadagno in nero…. anna

  11. tizy says:

    Feb 9, 2014

    Rispondi

    abito in provincia di cremona mi serve della buona legna per riscaldare mi serve 15quintali cosa mi viene a costare ciao

  12. dario says:

    Feb 16, 2014

    Rispondi

    Oltre ai problemi evidenziati riguardo all’acquisto della legna sfusa,il problema che vedo non affrontato,e’ quello del grado di stagionatura di questa.penso sia importante il grado di umidita’ della legna che acquistiamo piu’ del prezzo piu’ o meno vantaggioso.Se bruciamo legna tagliata a febbraio e la bruciamo a dicembre dello stesso anno(questo solitamente ci offre il mercato)bruciamo legna con un tasso di umidita’ancora alto(30/40%??,chi vende legna dovrebbe saperlo)quindi legna non secca(15/20%)Si evince che il potere calorifico viene altamente compromesso,tutto questo tradotto in pratica,maggiore legna bruciata per avere una stessa quantita’ di calore rispetto alla legna secca.Guardatevi le tabelle che mettono in relazione il tasso di umidita’ della legna e il relativo potere calorifico prodotto e sicuramente capirete cosa sto dicendo.Ciao a tutti

  13. Mattia Uboldi says:

    Feb 16, 2014

    Rispondi

    Per la Signorina anna, per verificare il peso c’è un unica maniera: si chiede al fornitore di andare in una pesa pubblica o di un consorzio a fare tara e lordo. Tenga presente che, la pesa deve essere vocina o di strada, altrimenti il tempo che farebbe perdere al fornitore andrebbe pagato. La pesata, va da se, è onere del cliente. Non è una grossa cifra, in genere € 5,00.

    Signorina Tizy, in questo periodo trovare buona legna, specie in quantità irrisoria come vorrebbe è assai difficile. L’unica opzione sarebbe trovare un commerciante che abbia messo da parte materiale palettizzato (in bancale) da almeno due mesi. In questo caso per 1,75 metri cubi andrebbe a spendere circa 160,00 euro (145,00/150,00 in consorzio, ma li generalmente non li hanno secchi in questo periodo). Tenga conto che se il bancale ha materiale secco, stiamo parlando di una quantità che si aggira attorno ai 9,5-10 quintali.

    Per il signor Dario, quanto dice non è completo.
    Innanzi tutto, se uno acquista legna segata e spaccata in primavera e la utilizza in autunno, la sua umidità non supererà mai il 20% (posso provarlo tranquillamente con test empirico), ammeno che non la si sia tenuta in luogo umido : cantine, autorimesse interrate o box esposti al nord.
    Come detto in altro pezzo editoriale di questa testata, inoltre, il commerciante sa bene quanto dice lei, ma il materiale che all’ingrosso può scegliere non avrà mai un abbattimento superiore ai mesi tre e a un costo mai inferiore a una media di 8,50€ al q.le più iva.
    Se il cliente pretendesse da lui un materiale secco da quello che viene offerto all’ingrosso e pretendesse anche di volerlo pagare al quintale, i calcoli son presto fatti:prezzo di costo + calo medio subito dal fornitore del 35% del peso + lavorazione (€ 2.00/q.le con ottimi impianti parecchio costosi)+ costo trasporto (€1,00/quintale a essere buoni)+ spese di stoccaggio (per fare quanto richiesto bisognerebbe creare giro di materiale e, pertanto, rivolgersi alle banche)+ IVA al 10%, e il gioco è fatto: si finisce per passare gli € 20,00 al quintale.
    Il bello di tutto, è che le tabelle che cita non menzionano la perdita volumetrica rapportata al calo. Infatti, va detto, che la perdita di peso dell’essiccazione del legno non è proporzionale a quella del volume del medesimo, che risulta essere percentualmente nettamente inferiore.
    E qui si giunge al punto: nella resa di un carico, non conta il peso, tanto il volume del carico stesso e, infatti, l’unità di misura del legno vera e propria non è legata al kg, ma al metro stero (una specie di metro cubo ridotto). Non a caso, nei paesi nordici – ma anche a Tarvisio, per restare in Italia- un carico di legna è venduto a volume, secco o verde che sia, e anche gli abbattimenti sono regolati da tale dimensione.
    Forse sono stato involuto nella spiegazione, ma l’equivoco nel mondo del legno da ardere sta tutto qui.

    EmmeU

  14. dario says:

    Feb 16, 2014

    Rispondi

    Premetto che io non voglio fare polemiche o peggio ancora dare del ladro in maniera gratuita,ma vorrei capire come posso acquistare legna “secca”ad un giusto prezzo.Lei mi dice che 6 mesi di stagionatura fatta bene bastano a portare la legna con un tasso del 20% di umidita’,in altri siti,non in uno,ho letto che per avere legna stagionata al punto giusto ci vogliono 18/24 mesi.Inoltre mi dice che per avere legna secca dovrei pagarla almeno 20 euro al q.le e la sua spiegazione mi trova d’accordo;quindi a 13/15 euro al q.le non potremmo mai avere legna secca,giustamente,ma legna con un tasso di umidita’ superiore.

  15. Mattia Uboldi says:

    Feb 17, 2014

    Rispondi

    Saluti, Sig. Dario.
    Si, è come ha detto. Per 13,50-14,50/q.le, infatti, le viene portato un materiale che, anche se non lo da a vedere, subirà un calo percentuale che va dal 20% al 30% del peso.
    Non so perché su taluni siti scrivano certe cose farlocche in merito ai tempi di stagionatura, ma la prova la può fare anche lei in maniera molto semplice: prenda qualche pezzo di faggio segato e spaccato un po’ verdino -anche molto verdino- e lo conservi in luogo arieggiato, coperto e, possibilmente con un po’ di battuta di sole (sono le costanti per una buona legnaia). Lo tenga li da maggio a settembre. Misurandogli l’umidità a inizio autunno, potrà verificare la bontà di quanto dico.
    In merito al “dare dei ladri”, non mi scandalizzerei, tenendo conto che in effetti il mercato del legno da ardere è assai ricco di tali soggetti.
    Comunque, per una cosa onesta, basta chiedere al fornitore di poter verificare il peso. Già quando il medesimo risulta corretto lei sarebbe a buon punto.
    Il resto, dipende sempre dal periodo di acquisto. Quello migliore è quello estivo.
    Particolarità: è vero che i nostri vecchi conservavano la legna un anno per l’altro, ma rispettavano i periodi di abbattimento: vecchio di luna, ecc. ecc.; oggi si abbatte sempre e i crismi di abbattimento non vengono quasi ami rispettati; pertanto, se dovessimo conservare troppo a lungo il legname, gli unici veramente felici sarebbero gli amici tarli, a cui un legno abbattuto male è assai più vulnerabile.

    Colgo l’occasione anche per ringraziarla dell’attenzione e per lo squisito confronto.

    EmmeU

    EmmeU

  16. dario says:

    Feb 17, 2014

    Rispondi

    Grazie per l’esauriente risposta che ha permesso di togliermi alcuni dubbi e haime’di confermare certi miei sospetti.Dovro’ rassegnarmi a bruciare legna non particolarmente secca o comprarla verde e farmela seccare da me.Magari mi attrezzero’ con uno di quegli strumenti che misurano l’umidita’ dei materiali,in questo caso legno,cosi’ potro’ controllare la mia legna.La saluto cordialmente e spero di confrontarmi ancora con Lei in futuro.

  17. cumo vonde. says:

    Giu 25, 2015

    Rispondi

    È proprio vero. Chi cerca di lavorare in modo onesto rischia di chiudere. Perche si ritrova a cozzare contro l ignoranza e l ottusita della gente favorendo i disonesti. Il bello é che questi ultimi hanno uma capacitá di parlare male alle spalle e in faccia anche, di chi cerca di lavorare onestamente, spiegando alla clientela calo fisiologico del peso e preferendo eventuale vendita a volume. Mi rivolgo ad un noto commerciante farabutto della zona del cividalese. Che nessuno del settore può sopportare.

  18. Sandro says:

    Nov 20, 2015

    Rispondi

    Salve
    Volevo sapere la vostra opinione sulla legna dell’est europa…conviene comprarla?

  19. Fabio says:

    Nov 25, 2017

    Rispondi

    Salve. Sono nuovo e ignorante del settore. Mia sorella mi vende una stufa nordica extra-flame a legna. Riesci a scaldare una casa da 140 m2 su due piani o mi serve aiuto del gas?
    E troppo tardi ora x comprare le legna?
    Lei farebbe consegne anche a Mestre ve?
    Grazie infinite, te

  20. Monica Passoni e Gregorio says:

    Ott 29, 2020

    Rispondi

    Sono Monica Passoni della ditta Fuoco Rosso P.Iva 08239560967 Via Nilde Iotti N°18 Pieve Emanuele,
    con Gregorio truffiamo le persone, chiediamo un anticopo del 30% e poi non consegnamo la merce, se siete interessati contattatemi
    Ps. Ovviamente i soldi non li restituiamo 🙂 e li teniamo noi il mio cell.3517452553-3890646922
    Ps. Provate a cercare sul web: Monica Passoni e Gregorio vedrete quante segnalazioni ci sono su di noi come TRUFFATORI

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