ACQUISTARE LEGNA DA ARDERE: I CONSIGLI DELL’ESPERTO

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PARTE TERZA: LEGNAME DI SEGHERIA: OCCHIO AL PREZZO!
(Segue da IL LEGNO SE NE FREGA DI INTERNET!)

L’ amico Massimo Rossi, ci pone, in materia di commercio del legname, un quesito specifico che non posso eludere, giacché avevo in animo di affrontarlo.

Innanzi utto, si!
In Italia vi sono aree in cui si è sviluppato un forte commercio di legna da ardere costituito dagli scarti di segheria. Una tra queste corrisponde alla regione Friuli Venezia Giulia, perché sul suo territorio, per decenni, ha operato una forte industria legata al mercato della sedia (tale industra, oramai, è moribonda per “x” motivi).

Nel triveneto, altra fascia di territorio in cui detto materiale è ricercato è quella montana e pedemontana, perché zona in cui operano diverse segherie.

A causa della crisi, del decentramento all’estero delle fabbriche e della concorrenza in materia di lavorati dell’est Europa, questo prodotto di scarto è gradualmente venuto a mancare e quello che c’è in circolazione risulta assai più scadente rispetto al passato.

Con una domanda alta e una bassa offerta, si sono ottenuti due risultati: il prezzo è salito almeno alla pari del materiale ottenuto dai tronchi di seconda scelta, quelli che per propria natura sono destinati al mercato del riscaldamento; il commerciante cerca di “allungare il brodo” ai clienti per accontentarli tutti, mischiando una quantità sempre maggiore di materiale molto fino nei diversi carichi di legno di segheria.
In sostanza, bassa qualità e alto prezzo.

Ora, qualcuno di voi si starà chiedendo se il materiale di segheria (chiamiamolo così, tanto per intenderci), non dovrebbe costare meno, essendo uno scarto già pagato.
Certo, ma, stando alla regole del mercato, è naturale che venga offerto ai commercianti a un prezzo molto alto.
Sapete: poco materiale e tanta richiesta significa proprio far crescere i costi.

Molti non rinunciano a far girare un mercato sicuro, anche se sulla carta non ci sono i margini.
Allora cosa succede, specie in merito al materiale consegnato alla rinfusa?
Dovete sapere che il legno di segheria fa molto volume ma non pesa una “cippa”, così il commerciante furbone spaccia quel volume a un quintalaggio assai superiore a quello effettivo.

Tale stato di cose, naturalmente, ha innescato una guerra all’ingrosso in cui si vedono alcuni lestofanti (altro che commercianti!) andare ad offrire ai titolari delle poche segherie rimaste un prezzo superiore addirittura a quello che propongono alla propria clientela, tanto, poi, i conti li fanno tornare.
Per capirci bene, solitamente il cliente bada al prezzo e se gli pare di aver fatto l’affare cala la guardia su tutta la linea. Film già visto, purtroppo.

Per rispondere all’amico Rossi sul prezzo che deve fare all’ingrosso ai commercianti che fanno i conti con la voglia di rimanere onesti, abbisognerei di dati più precisi: oltre all’essenza del materiale dovrei conoscere la sua consistenza e stagionatura. Comunque ci provo.

Punto primo: in Italia le essenze di scarto apprezzate per fuoco da riscaldamento sono, nell’ordine: faggio (soprattutto), carpine, frassino, acacia e rovere.
Gli altri tipi vengono cippati (macinati) per altri scopi.
In Friuli questi ultimi vengono ritirati dai colossi “Bipam” e “Fantoni”.

Punto secondo: ponendo che il materiale sia asciutto (dai mercati dell’est, spesso, il medesimo arriva umido con muffe, o perché ancora verde, o perché lasciato alla pioggia) e di buona consistenza, e che il bancale sia quello tradizionale da 1,8 metri cubi, il suo prezzo all’ingrosso si dovrebbe aggirare attorno ai 70,00/ 80,00 Euro/bancale. A tale cifra, poi, devono essere aggiunte I.V.A. (su quel genere di materiale è al 10%), tasse doganali e spese di trasporto (per fare un esempio, dalla Bosnia queste ultime corrispondono circa a 700,00- 800,00 Euro).
Tenendo conto dei parametri di cui sopra, si sappia che un T.I.R. può trasportare 24 bancali circa delle essenze in argomento.

Punto terzo: l’utilizzatore finale deve aggiungere a tutto ciò, al fine di capire qual è il giusto prezzo, il 55% di ricarico che gli studi di settore impongono nel nostro Paese al commerciante di legnami.

Questo è quanto c’è di fondamentale da sapere sul materiale di segheria in bancale.

Quanto può pesare uno dei bancali di cui parlo? In base al tipo di legno, dagli 08 quintali ai 10,50 circa.

 Il materiale detto “di bosco”, impachettato alla medesima maniera, ha tutta un’altra storia.

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EmmeU

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Redazione

2 commenti

  1. […] PARTE QUARTA: I BANCALI DI LEGNA NON SONO TUTTI UGUALI (Segue da LEGNAME DI SEGHERIA: OCCHIO AL PREZZO!) […]

  2. loris says:

    Nov 28, 2012

    Rispondi

    mi scuso, so che i bancali di legna di segheria prezzo ok, ma no il trasporto…non dare più di 650…..

Commenti

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