A UDINE SI CONSUMA MENO ACQUA, SI RESPIRA MEGLIO E SI RICICLA DI PIU’

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Così dice il Comune di Udine, presentando lo stato di salute ambientale della città che ha ottenuto, prima in Friuli Venezia Giulia, la certificazione Iso 14001. Dimezzate le polveri sottili, rimane il problema ozono. Ogni udinese consuma 191 litri di acqua al giorno e produce 600 chili di immondizia all’anno.

Si consuma meno acqua, si respira meglio (con l’unica eccezione dell’inquinamento da ozono che rimane alto), migliora la raccolta differenziata (in particolare aumenta quella dell’organico), l’inquinamento elettromagnetico è entro i limiti, aumentano gli spazi verdi pubblici, le piste ciclabili e gli spazi con limitazioni al traffico.
Ogni udinese consuma 191 litri di acqua al giorno e produce 600 chili di rifiuti all’anno.
Ci sono 63 auto ogni 100 abitanti.
Sono alcune delle principali caratteristiche dello stato ambientale della città di Udine, la cui fotografia da oggi è disponibile sul sito internet istituzionale del Comune di Udine (aggiornato Dati 2010 ).

 

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Acqua: è di buona qualità, si consuma di meno e aumentano gli utenti collegati alla rete fognaria. Diminuiscono del 5% i prelievi di acqua in città, sia di quella consumata (che passa dagli oltre 9 milioni di metri cubi nel 2008 agli 8,6 milioni nel 2010) sia di quelli causati da perdite di rete (quasi 4 milioni nel 2008, 3,7 nel 2010).
In particolare, è il consumo pro-capite a calare: ogni udinese consuma 191 litri di acqua al giorno, quasi 14 in meno rispetto a tre anni fa.
E l’acqua che sgorga dai rubinetti degli udinesi, e che è prelevata da una sorgente a nord di Zompitta e in parte da 5 pozzi ubicati in città, supera anche tutti i controlli qualità: le analisi chimico-fisiche e batteriologice eseguite su circa 500 prelievi all’anno fanno rientrare “l’acqua del Sindaco” nella categoria 2, quella a impatto antropico ridotto e sostenibile sul lungo periodo con caratteristiche idrochimiche.
Aumentano le utenze collegate ai 340 chilometri di rete fognaria, passando dall’90% nel 2008 al 93% nel 2010 e le caratteristiche della depurazione sono tutte entro i limiti di legge.

Aria: dimezzate le polveri sottili, resta da risolvere il problema ozono.
Calano le polveri sottili dovute all’inquinamento causato dal traffico, ma aumenta l’ozono (un allarme che accomuna Udine a molte altre città della Val Padana come si evince dai dati Oms) dovuti al fatale mix creato dall’inquinamento e dal caldo. La fotografia sulla qualità dell’aria a Udine, fornita dai dati sui cinque principali inquinanti monitorati (benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, ozono, polveri sottili) dalle sei stazioni fisse in città gestite dall’Arpa, mostra una situazione in netto miglioramento negli ultimi tre anni. In piazzale Osoppo, ad esempio, le polveri sottili sono state dimezzate, passando dai 184 microgrammi al metro cubo (g/mc) e 42 sforamenti del 2008 ai 94 (g/mc) e 28 sforamenti del 2010.
Il benzene è ovunque entro i limiti, mentre il monossido di carbonio è sceso in tutte le cinque stazioni, tranne in quella di via Manzoni.
Situazione simile a quella del biossido di azoto, in calo in tutte le sei stazioni, tranne in quelle di piazzale Osoppo e via Manzoni.
L’unico a preoccupare è l’ozono che, dopo essere diminuito nel 2009, è salito nuovamente nel 2010 (2 sforamenti della soglia di informazione in via Cairoli e 3 a San Osvaldo, mentre si erano limitati a 1 nel 2009 in via Cairoli e 0 nel 2009 S. Osvaldo). In nessun caso, comunque, si è mai raggiunta la soglia di allarme.

Rifiuti: in 3 anni aumentata del 30% la raccolta differenziata.
A Udine si producono quasi 600 chili di rifiuti pro-capite, ma a crescere (di circa il 30%) è stata anche la raccolta differenziata, passata dal 45% nel 2008 al 57% nel 2010, su un totale di quasi 60 mila tonnellate di immondizia prodotta all’anno in città.
Fra le diverse categorie di rifiuti prodotti, le maggiori quantità sono rappresentate da carta e cartone (quasi 9 mila tonnellate nel 2010), verde (quasi 6 mila tonnellate), vetro (3,7 tonnellate), plastica (2 mila tonnellate).
Da segnalare anche il notevole aumento dell’organico (da poco più di una tonnellata nel 2008 a 3,7 tonnellate nel 2010), segno che la raccolta con sacchetti biodegradabili introdotta nel 2008 ha dato i suoi frutti.
Viceversa, i rifiuti indifferenziati sono diminuiti del 20% (31 tonnellate nel 2008, 25 nel 2010).

Inquinamento elettromagnetico entro i limiti.
I rilevamenti effettuati dal 2008 al 2010 evidenziano che non ci sono superamenti del limite di legge da inquinamento elettromagnetico, monitorato sul territorio, su cui sono installati 123 impianti di telefonia mobile, tramite due centraline mobili che permettono di rilevare continuamente i campi elettromagnetici.
In tre anni, comunque, l’intervallo di intensità del campo è addirittura diminuito, tanto che, dei 20 rilevanti del 2010, 12 hanno individuato un intervallo di intensità da 0 a 1 volt per metro, mentre 8 da 1 a 3 volt per metro (il limite di legge è 6 volt per metro), azzerando il numero di rilevanti trovati nell’intervallo da 3 a 6 volt per metro (ce n’era stato uno nel 2009 e tre nel 2008).

Il verde pubblico aumenta del 3%.
Si estendono su circa un milione 922 metri quadrati le aree verdi pubbliche in città e sono aumentate del 3% in tre anni. Gli spazi più vasti sono formati dalle aree verdi attrezzate (670 mila metri quadri), parchi naturali (370 mila mq), aree per i centri sportivi (294 mq) e per le scuole (201 mila mq).

Mobilità: aumentano piste ciclabili e passeggeri sui bus.
Aumentano del 43% le piste ciclabili (47 chilometri nel 2010 a fronte dei 33 del 2008) e del 7% la superficie di Ztl (passati dai 116 mila metri quadri del 2008 ai 124 mila nel 2010 a cui si sono aggiunti nel 2009 anche i circa 8 mila mq di zona a traffico pedonale privilegiato).
Il tasso di motorizzazione è stabile a circa 63 auto ogni 100 abitanti che possono usufruire di 338 chilometri di strade distribuite sul territorio comunale.
In tre anni i passeggeri trasportati dagli autobus urbani è aumentato del 25% (passando da circa 10 mila a 12.600), mentre si mantengono pressoché costanti i 3 mila chilometri e mezzo percorsi annualmente.
Anche il parco costituto da 81 mezzi non ha subito variazioni ed è formato per la maggior parte da veicoli alimentati a metano: 61 bus a cui si aggiungono 5 elettici e 15 diesel.

Il Comune dà il buon esempio.
Una sezione specifica del catalogo è dedicata al Comune come ente.
Si scopre così che, negli ultimi tre anni, le strutture e gli uffici dell’Amministrazione comunale consumano il 17,5% di acqua in meno (dai 432 mila metri cubi del 2008 ai 356 mila del 2010).
L’Amministrazione comunale, inoltre, emette quasi 10 mila tonnellate di anidride carbonica (Co2), un dato in costante diminuzione negli ultimi tre anni (nel 2008 erano 12 mila 200 tonnellate), pari a 10,5 tonnellate per ognuno dei circa 960 dipendenti: sono diminuiti del 24% i consumi di metano (passati da 4 a 3 milioni di metri cubi), di benzina e di gasolio, mentre quelli di energia elettrica sono sostanzialmente stabili (circa 6 milioni e mezzo di metri cubi).
Il parco mezzi si è ridotto di sei auto e sono state eliminate quasi la metà dei mezzi euro 0 (passati in tre anni da 60 a 34), nel 2010 ha fatto la sua comparsa anche il combustibile a metano.
Grande attenzione alle fonti energetiche alternative: sono stati attivati impianti che sfruttano il solare termine (superficie totale pari a 278 metri quadri, per una produzione pari a circa 139 mila kilowatt all’ora) e la tecnologia fotovoltaica (su in due impianti, uno a servizio dell’area cimiteriale dei Rizzi e uno installato sulla copertura della scuola D’Artegna, che hanno prodotto nel 2010 25 mila kilowatt all’ora).
Infine, il radon è tenuto sotto controllo: su 11 strutture comunali monitorate, 3 hanno superato i limiti di legge e sono in corso gli interventi di bonifica.

Certificazione ambientale.
Il Comune di Udine, proprio grazie a questi risultati, ha ottenuto nel 2011, per primo in Friuli Venezia Giulia e settimo fra i capoluoghi di provincia italiani (dopo Belluno, Ferrara, Mantova, Ravenna, Savona e Milano, dove però è certificato solo una parte e non tutto il comune), la certificazione ambientale Iso 14001.
Tra le città tra 50-100 mila abitanti, Udine è la seconda, dopo Savona, mentre tra quelle con più di 100 mila abitanti Udine è il terzo, dopo Ferrara e Ravenna.
Questa certificazione dimostra che il sistema di gestione del Comune è adeguato a tenere sotto controllo gli impatti ambientali delle proprie attività, e ne cerchi sistematicamente il miglioramento in modo coerente, efficace e sostenibile.

Redazione

1 comment

  1. […] non soltanto per i contenuti, ma anche per i tempi. Il rapporto evidenzia un Paese in ritardo, Udine e la sua amministrazione hanno dimostrato come siano importanti anche i tempi della politica, chiamata a fare scelte […]

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