A 25 anni fa rivivere borgo montano sulla vecchia linea della “cortina di ferro”

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Frequentatissimo a Prossenicco, nel comune di Taipana (UD), l’agriturismo “Brez Mej – Senza Confini” nella ex-caserma della Gdf di frontiera . 
Progetti per il futuro: alloggi e sistemazione dei sentieri.

Ha solo 25 anni ed è già titolare di un ristoro agrituristico che sorge in uno dei punti economicamente più difficili del territorio montano friulano.
Si chiama Alan Cecutti e il suo locale è il “Brez Mej – Senza Confini” di Prossenicco, una frazione in quota di Taipana (UD) che prima del terremoto contava più di 800 abitanti, e che ora è popolata stabilmente da appena 20 persone.

Alan, che è anche consigliere comunale e presidente della pro loco della piccola frazione (dove vive da solo), è cresciuto a Prossenicco insieme alla mamma Paola Filippig (del posto) e al papà Ivo Cecutti (di Povoletto). Sono proprio i genitori che gli hanno trasmesso l’amore per questa splendida terra di confine, e che adesso lo aiutano nelle incombenze relative non solo al ristorante ma anche a quelle inerenti l’azienda agricola. Alan, infatti, alleva mucche e cura i pendii del borgo, con tanti progetti per il futuro.

“Già da bambino, come i miei amici e vicini di casa, amavo profondamente Prossenicco – dice il giovane -. Assieme giocavamo per le strade del paese: unioni, quelle, che il tempo non ha scalfito.
Anche oggi, infatti, molti di loro mi aiutano in questa nuova avventura, come lo fanno gli abitanti della frazione, molto felici di veder rivivere il borgo”.
Alan, per la verità, dopo gli studi al Ceconi, aveva cominciato a lavorare in pianura.

Un’occupazione ‘normale’, anche remunerativa.
Ma il suo cuore era rimasto sulle montagne di confine, dove tornava ogni fine settimana con gli amici d’infanzia.
Così, appena si è presentata l’occasione, ha deciso di buttarsi, cercando di concretizzare il suo sogno.

L’occasione è stata la vendita all’asta della ex-caserma della Guardia di finanza di Prossenicco. Non lo stabile di confine, quello che sorge a Ponte Vittorio, sul valico di seconda categoria con la Slovenia (ora di libero passaggio dopo l’ingresso in Schengen della Nuova Repubblica) ma quella interna, a Prossenicco.
Qui vivevano i militari delle Fiamme Gialle deputati al controllo della frontiera.

È un edificio molto grande, a tre piani, in ottime condizioni, che Alan ha comprato aiutato da mamma e papà.
“Ci siamo dati da fare per ristrutturare l’area che dà sulla strada e abbiamo aperto al pubblico il 17 luglio scorso”.

L’agriturismo è intimo e, nello stesso tempo, immerso nel paradiso intatto della vegetazione della montagna: dalle finestre si vedono i boschi della Slovenia e, sia col sole che con la nebbia, il paesaggio è d’incanto.
C’è una grande sala per gruppi numerosi e una saletta più piccola, che era la vecchia armeria, oltre ai locali di servizio e di cucina.
Si mangiano piatti tipici locali, come la ‘nareta’, una polenta morbida condita con burro, latte, formaggio e pancetta. Un piatto energetico, preparato un tempo dalle donne di Prossenicco per i mariti e i figli che facevano bosco e lavori pesanti in inverno.
Ma ci sono anche i formaggi di capra di Alessia Berra, un’altra giovane di Taipana che ha avviato un’attività nuova con i caprini, la “Zore”.
Alan cerca di mettere in tavola le pietanze della tradizione di queste zone del Friuli, che è ricchissima e genuina. Unica.
Ci sono gli gnocchi ‘slikenj’, una sorta di prima e seconda portata assieme, e gli immancabili fagioli di Platischis. Salumi del posto e pietanze con erbe di campo di stagione.
Tra i dolci le grosse noci ‘americane’, da alberi trapiantati a Prossenicco decenni fa da un emigrante tornato in patria.

“Da quando ho aperto ho avuto un riscontro notevole di clientela – dice soddisfatto -.
Le persone amano allontanarsi dalla vita di città, dalle preoccupazioni, per godersi qualche ora di tranquillità sulle nostre montagne.
Tanti sono i camminatori che passano di qui, sul tracciato del Sentiero Celeste, dirette ai santuari.
Tanti gli stranieri che camminano e che si fermano a farci i complimenti per il locale e la bellezza della natura”.

Anche per questo Alan guarda avanti: “con un po’ di sacrificio creeremo uno spazio notte, non di molte stanze ma con ogni conforto. Non super lusso ma una sauna e un idromassaggio non devono mancare”.
Del resto, a un passo da Prossenicco, in Slovenia, ed esattamente nel paesino di Robedischis, giovani imprenditori sloveni stanno progettando la realizzazione di un vero e proprio albergo.

Questi confini, insomma, prima terra quasi inviolabile e perlopiù sconosciuta, si stanno animando, grazie alle nuove generazioni attaccate alla loro terra. Che hanno voglia di riscatto e di guardare avanti.
La Nuova Repubblica Alan la conosce abbastanza bene: parla italiano, il dialetto sloveno di queste valli e lo sloveno. Anche perché nel suo agriturismo vengono a berci il caffè è una birra gli abitanti di Bergogna, un paesino che sta al di là del vecchio valico, in Slovenia, un paradiso di casette e musei privati della guerra che però non ha un bar ne un punto di ristoro. Il giovane, inoltre, è fidanzato con una ragazza di Caporetto impiegata in un’azienda dell’area di Kobarid e frequenta con assiduità la zona.

“Altro? Vogliamo far rivive Prossenicco, anche rimettendo a posto i vecchi sentieri per passeggiare. E c’è da dire che numerose sono le case che qui, dopo decenni di abbandono, adesso vengono acquistate da gente di fuori e ristrutturate. Alcune ospitano stabilmente nuove famiglie che convivono in serenità con gli autoctoni”. “
Brez Mej – Senza Confini” è aperto nel finesettimana nella stagione fredda e tutti i giorni quando arriva la primavera e fino ai primi freddi autunnali.

Redazione

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